Diario Colombiano (129) – Le citta’ piu’ pericolose del mondo? Quasi tutte centrosudamericane!

E’ una ONG messicana Consejo Ciudadano para la Seguridad Pública y la Justicia Penal A.C. a stilare un ranking destinato a far discutere. Dove emerge che gli epicentri della inseguridad sono Honduras, Messico, Brasile, Colombia e Venezuela.
La Colombia e ‘ presente con cinque citta’ – Cali, la piu’ violenta, occupa l’11 posto, davanti a Medellin, Pereira Cucuta e Barranquilla. Sotto il profilo della sicurezza, il 2011 e’ stato per Cali un anno da dimenticare. 1845 omicidi. 20 piu’ del 2010. L’88% dei quali commessi con armi da fuoco, il 41% per motivi di vendetta, il 27% per regolamenti di conti, il 13% per pandilla, il 9% per rapine, il 6% per risse.
Quanto tocco questi tasti, quando parlo dell’inseguridad colombiana, molti miei colleghi di qui quasi insorgono. Loro vorrebbero sempre che raccontassi la Colombia come un novello La Fontaine. Una Colombia oleografica, virtuale, artificiosa. Quella del sabor tropical, del volto chic e branchée di Cartagena, dei suoi balconi di legno traforato, del blu caraibico del suo mare. Ma guai a toccare argomenti spinosi, a curiosare nelle pieghe della sua cronica inseguridad, a denunciare il suo far west quotidiano. Sei piu’ amato quando scrivi di arepas e corralejas che non quando sbatti in prima pagina pandilleros e sicari. Se si vuole raccontare la Colombia occorre farlo in maniera onesta, senza reticenze. Sottolineando ed esaltando i progressi (e i successi) che il paese ha ottenuto in questi ultimi anni nella lotta alla criminalita’ ma non dimenticando che la strada verso la legalita’ richiede ancora molti sacrifici e il massimo impegno da parte dello stato. Smettere di edulcorare il paese con un giornalismo – anche straniero – servile e miope, bravissimo a riconoscere le differenti tonalita’ d’azzurro del mare del Caribe ma incapace di vedere la poverta’ anche quando si annida dietro l’angolo del proprio hotel.














