Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

11 settembre 2007

Maldive, ultimo paradiso…tranne per i maldiviani

1. Maldives (144)
2. Tunisia (148)
3. Belarus (151)
4. Libya (152)
5. Syria (153)
6. Vietnam (155)
7. Uzbekistan (158)
8. Nepal (159)
9. Saudi Arabia (161)
10. Iran (162)
11. China (163)
12. Myanmar/Burma (164)
13. Cuba (165)
14. Turkmenistan (167)
15. North Korea (168 and very last on the list)

Chi l’avrebbe mai detto.
Reporters senza frontiere commissiona una classifica che documenti in quali stati del mondo la censura su Internet è più feroce. Uno si aspetta di vedere in pole-position la solita Cina o l’Iran di Savonarola Mahmoud Ahmadinejad o il Myanmar di Than Shwe o la Corea del Nord di Kim Jong-II e invece sorpresa! La Santa Inquisizione del Web imperversa tra Malè e le miriadi di atolli e le oltre mille isole delle Maldive; nemmeno 400.000 mila abitanti, esclusi i turisti, alla mercè di un dittatore, Maumoon Abdul Gayoom, che se invece di regnare su una repubblichina di mante, tartarughe, mangrovie, sub, animatori di villaggi e pescatori, avesse in mano uno stato vero, altro che Separmurat Niyazov, maneggerebbe più bombe atomiche lui che Pakistan e India messe assieme.

Gayoom, musulmano sunnita è al potere dal 1978; il suo braccio violento, le sue SS al profumo di curry sono gli squadroni della Police Star Force, creati da una costola della polizia locale e comandati dal fanatico Adam Zahir. Il bersaglio preferito dagli squadroni di Zahir sono i giornalisti del Minivan Daily, l’unico quotidiano indipendente dell’isola che si permette di criticare apertamente gli abusi e le malefatte del satrapo di Malè. Uno dei suoi migliori giornalisti è stato condannato al carcere a vita per aver scritto polemicamente della Police Star Force. Una vignetta del caricaturista Ahmed Abbas che stigmatizzava duramente il comportamento degli squadroni di Zahir è bastata per aprirgli le porte del più famigerato carcere maldiviano. Due inviati stranieri che cercavano di documentare tutto questo sono stati immediatamemente rispediti a casa. I turisti non vedono, o meglio, non vogliono vedere. Quelle vacanze sono costate anni di sacrificio. Magari un mutuo. A loro basta immergersi in quei fondali cristallini. Del putridume che regna in superficie non ne vogliono sapere. Sappiate però che Gayoom nella lista nera di Amnesty International viaggia a braccetto coi vari Mugabe, il siriano Bachar-el Assad, il laotiano Choummaly Sayason, e così via.
Detenzioni arbitrarie, processi iniqui, tortura, controllo sui media e sul sistema giudiziario, alle Maldive sono la prassi così come le mangrovie e i coralli. Anche solo criticare via e-mail il governo è un reato punibile con l’ergastolo. Il 19 e il 20 settembre 2003 una sommossa nella prigione di Maafushi è stata repressa nel sangue, provocando la morte di tre detenuti. La notizia è arrivata via internet perché i media dell’arcipelago non l’hanno diffusa, come hanno taciuto le manifestazioni e gli assalti contro uffici del governo, stazioni di polizia e la sede dell’Alta Corte. La polizia ha reagito con lacrimogeni, rastrellamenti e azioni punitive notturne nelle abitazioni.

Basterebbe un bel mini-embargo contro questa mini-dittatura. Considerando che alle Maldive la totale mancanza di risorse locali impone l’importazione di qualunque bene necessario per il soggiorno dei turisti, dai mobili alla verdura fresca, un bel embargo in pochi mesi metterebbe in ginocchio Gayoom e tutta la sua cricca. L’Unione Europea ci provò già nel 2004 sospendendo tutti gli aiuti umanitari a seguito alle dimostrazioni in favore della democrazia represse a colpi di idranti, manganelli, cariche di polizie e arresti in massa.
Forse sarebbe il caso di riprovarci. Magari con l’aiuto dei tour-operator.
Il mondo è grande. Paradisi da levare il fiato ne esistono ancora. Basta un po’ di fantasia, intraprendenza e buona volontà. Oscuriamo le Maldive per un anno.
E poi vediamo che succede….

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3 Commenti a “Maldive, ultimo paradiso…tranne per i maldiviani”

  1. Incredibile Lorenzo, non l’avrei mai detto.
    Suggerisco Mauritius e Seychelles per il cambio…

  2. Le Maldive vanno bene se viste da sotto.
    Sotto per i fondali, sotto i tavoli per la pessima cucina [ed ero ad un Med!], sotto le lenzuola…
    Sopra ci vuole lo Xanax.
    Il periplo se fatto con il passo della tartaruga è angosciantemente veloce; dopo la libidine della prima notte passata sulla palafitta, nelle notti a seguire il pensiero di girarsi nel letto e cadere in mare è costante.

  3. Veramente non me lo sarei mai aspettato, tutto questo fa molto riflettere..

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