Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

16 novembre 2007

Meduse

Oggi, venerdì 16 novembre, esce nelle sale italiane Meduse film israeliano degli esordienti Etgar Keret e Shira Geffen, Came’ra d’Or all’ultimo Festival di Cannes. Distribuisce la Sacher di Nanni Moretti. Ai giornalisti italiani, la Geffen ci tiene a dire:”Siamo onorati di essere stati scelti da lui, per noi e’ una specie di eroe ed e’ stato anche fonte di ispirazione per il nostro lavoro. Certo, quando ci e’ venuto a prendere senza Vespa e’ stata una mezza delusione perche’ e’ stato come vedere John Wayne senza cavallo“. Il film è girato a Tel Aviv, racconta Israele e la sua gente come se la faida israelo-palestinese insanguinasse un altro paese e un altro popolo. “La guerra è una presenza nelle nostre vite - sottolinea Etgar Keret - ma qui volevamo mostrare quello che è l’esistenza quotidiana. Noi non viviamo in un Israele come quella che si vede alla CNN. Il nostro è un mondo molto reale e normale“. Confermo. Tel Aviv è una Miami senza cubani. Di sera, sulla Ha Yarkon Street, un turbinio di neon, di insegne luminose, di locali che si affacciano sul lungomare, di grattacieli, più illuminati di una pista di atterraggio, più luccicanti degli abiti in strass di Zsa Zsa Gabor. Code di ragazze davanti alle discoteche. Omosessuali che ronzano intorno alle saune anche se la Christopher Street di Tel Aviv è altrove, è in Allenby Street, una traversa di Ben Yehuda. Chioschi di falafel e shwarma, negozi per surfers come a Santa Monica, saloni per tatuaggi, pizzerie italiane café vegetariani, chicken&chips.
Quando sei lì, a Tel Aviv, l’Intifada ti sembra un’invezione. Eppure Gerusalemme è a soli 54 chilometri. E Gaza a 70. E lì, l’Intifada è concreta come un pugno. Da vedere queste ‘Meduse’.

Da evitare assolutamente, invece, queste meduse.

Da piccolo chiamavo le meduse le ortiche del mare, ma queste più che ortiche sembrano piante carnivore. Sono le meduse di Nomura o Echizen Kurage, dei veri mostri planctonici, pesanti più di 200 chilogrammi e con un diametro di 2 metri. Queste foto sono state scattate pochi giorni fa, nelle acque di Echizen, prefettura di Fukui, a soli 5 metri di profondità. Le meduse non solo non erano attese in questo periodo ma sono arrivate così numerose da far gridare all’invasione. Se i sub gongolano perchè vederle (e provare a carezzarle) è il sogno di una vita, se i cuochi si fregano le mani perché cucinate queste meduse oscurano in squisitezza persino i manzi di Kobe, i pescatori vivono, invece, un incubo. Le meduse di Nomura fanno strage di reti, e soffocano e avvelenano tutto il pesce pescato. A Echizen è gia emergenza meduse. E se sarà il caso, assicurano i pescatori, le elimineranno a colpi di esplosivo.

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3 Commenti a “Meduse”

  1. Qunato odio le meduse da quando mi hanno beccato al mare…
    Ma forse questo film vale la pena di vederlo ;)

  2. l’ho visto ieri sera e sono stata entusiasta. mi ha colpita molto il fatto che dal film viene fuori quell’immagine di vita normale, che nel nostro immaginario non riusciamo a concepire, di israele. un altro elemento significativo messo in evidenza molto bene è la multiculturalità anche difficile che si respira nel film, accanto ad un gap generazionale, anche questo difficile, che non lascia dubbi circa l’”occidentalità” di israele. paese variamente martoriato ma con l’aspirazione, malgrado tutto,al futuro, incarnata nella promessa di un venditore di gelati. anche la scelta delle riprese è coraggiosa sebbene non comprensibile ai più. esente da luoghi comuni, per questo meritevole della nostra attenzione, troppo spesso anestetizzata dall’uniformità agli stereotipi.

  3. Grazie per averne parlato. Grazie davvero. A me credo toccherà vederlo a Bologna; una bella faticaccia, ma a leggerti l’andata e ritorno in treno sono certo volerà.

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