Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

18 novembre 2007

Parlare di Pierangelini tra nubi d’odio, usi onomatopeici del sale e pomodori carezzati in modo tantrico


(Pierangelini, foto da ‘Marchi di Gola’)

Tutto ha origine da questo post; il titolo ‘Odiare Pierangelini’, è certamente infelice, ma odora più di provocazione (scaltra) che di odio vero. Anche un Fazi-Boys come Giordano Tedoldi ha pubblicato un libro intitolato ‘Io odio John Updike’ e nessuno lo ha messo dietro la lavagna. Invece il bravo Paolo Marchi su Marchi di Gola, tuona che ‘Odiare è un sentimento forte, si odia qualcosa o qualcuno che ci ha fatto un torto grande come l’Everest’ e si scaglia contro la siderale intelligenza del post di Tombolini. E a Tombolini, di grazia, che ha fatto lo Sciamano di San Vincenzo? Lo ha ‘nutrito’ una sola volta e molto male, lo ha fatto macerare in un servizio lento, pessimo e scortese, ha cercato di rifilargli una bottiglia per un’altra e una settimana fa, ascoltando una vecchia intervista di Pierangelini, ha fatto sbellicare di risate lui e sua figlia, soprattutto quando gli hanno sentito dire: “…quando vado al mercato mi lascio rapire ad esempio da una patata, la tocco, la sento, ne carpisco l’anima, e io gli do la mia, ecc. ecc…“.

Chi conosce lo Sciamano sa che non è nuovo a queste sparate. Persino Pia Passalacqua, moglie del suo collega Corelli, e una delle persone più argute e interessanti che siano mai transitate su blog o forum di enogastronomia, in un thread del giugno del 2006 sul vecchio Forum del Gambero Rosso, ironizzava così sul Pierangelini esoterico: “Sono rimasta particolarmente colpita dalla rivelazione che il pomodoro poteva sentire l’amore e il rispetto che lo chef prova per lui. E’ per questo che gli viene tutto bene … gli ingredienti lo contraccambiano! Curiosamente, nel film Notting Hill, terminato poco prima, in una scena c’era una “fruttariana” in lacrime per il barbaro assassinio di un mazzo di carote … “. Il tono di Pia era, ovviamente, ironico; Pierangelini di frasi così, dove è sinergico coi pomodori, simbiotico con la maggiorana, osmotico con le aringhe, ne ha coniate a centinaia. E’ il lato new age di Pierangelini, azzarda qualcuno, il lato candido (in senso volteriano) azzarda qualcun altro; esternazioni che fanno il paio con quelle dello Sting maratoneta del sesso tantrico che giura di riuscire a soddisfare la sua gentile signora per otto ore filate concentrandosi solo su una scatolina marrone, e, che se sei in buona ti strappano un sorriso e te lo fanno trovare anche simpatico, ma se ti alzi male, c’è il rischio, che a sentire lo Sciamano in tivù che parla della sua attrazione fatale per il cardo gobbo, ti vien da dire: ‘E ’sto pirla chi è ?’.

Pierangelini ha sempre diviso, ma adesso che Espresso e Gambero Rosso lo incoronano, in sorprendente sintonia, miglior cuoco di tutto lo stivale divide ancor di più. Si moltiplicano i suoi detrattori (mi sembra di rivedere lo stesso film di quando Marchesi cucinava in via Bonvesin de la Riva, lo stesso livore, gli stessi giudizi tranchants, la stessa ostilità) le accuse di essere troppo orso, scortese, antipatico, di non avere un locale all’altezza (verissimo) e un servizio da primo della classe (verissimo di nuovo) e paradossalmente, più dai forum attaccano Pierangelini, più i professionisti della critica fanno quadrato intorno a lui. Bonilli, ad esempio, testimonial di Roscioli e, a tempo perso, Direttore del Gambero Rosso, per magnificarlo è costretto a buttarla sulla termochimica (reagente l’aringa, catalizzatore la bottarga di muggine) e a uscirsene con questa mezza scemenza onomatopeica (perché, come lo usava il sale Samuel Hahnemann?).

Io non odio Pierangelini. Ma non lo considero il migliore del reame. E nemmeno il numero due, tre, quattro o cinque. A tecnica d’esecuzione, Marcattilii e Vissani lo mettono in riga. A pedigree, poi, forte di quello che gli hanno insegnato Bergese, Vergè, i Troisgrois, Madame Point e gli Haeberlin, Valentino straccia lo Sciamano di San Vincenzo a mani basse. Non solo Pinchiorri e il San Domenico vantano un locale e un servizio migliore del suo, ma decine e decine di altri ristoranti, dove al commensale è offerto un trattamento più ‘civile’ e professionale. Su piazza ci sono cuochi molto più innovativi di lui, Scabin, ad esempio, l’emergente Mestriner, secondo esempio, e nell’uno contro uno, se fossi chiamato a scegliere tra Lui e Fabio Baldassarre, risponderei il secondo, senza esitare un istante.
Nonostante ciò, non ‘odio’ Pierangelini; credo sia un ottimo cuoco e uno dei più eccellenti snidatori di materie prime di questo paese.

Il Pierangelini che ‘odio’ è, invece, questo, quello che smette di essere osmotico coi cardi e cannoneggia così

I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore.

Oppure.

Oggi tutti sanno tutto o pensano di sapere tutto e si credono dei critici per il solo fatto che mangiano dal primo giorno che sono arrivati al mondo. Una volta, prima dell’invenzione di internet, i disperati che vivevano in solitudine venivano definiti sfigati, ora blogger così come nickname va tradotto con delatore piuttosto che spia

Il Pierangelini che butta il sale della polemica sulle sue esternazioni non in modo onomatopeico, ma gratuito, greve e volgare. Cosa che un primo della classe (vero o presunto) non dovrebbe mai fare.

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19 Commenti a “Parlare di Pierangelini tra nubi d’odio, usi onomatopeici del sale e pomodori carezzati in modo tantrico”

  1. A me vien da dire …. : “de gustibius” per quel che è nei miei pensieri ci fossero più cuochi dello spessore e della caratura di Pierangelini ci sarebbe molta più cultura enogastronomica. Non discuto ne l’uomo ne il cuoco. Io amo Pierangelini.

  2. Un uomo di caratura e di spessore scriverebbe mai che i blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore? Tantopiù che gli attacchi di cui si lamenta gli arrivano da forumisti e non da bloggers (Tombolini, a parte).

    Rispetto la tua opinione.
    Vorrei amarlo anch’io ma non ci riesco.

  3. Molte persone amano demonizzare il blog, perchè lo vedono come una limitazione del loro spazio(o monopolio?). Forse non amano la competizione.
    E’ un po’ la posizione che avevano alcuni tardomedioevali nei confronti della stampa…anche allora chi possedeva un libro a stampa(i primi incunabuli) era considerato un deviato…

  4. Io che sono nato nella prima metá del secolo scorso mi porto ancora appresso una visione, a quanto leggo, desueta, se non addirittura errata di quello che sono un ristorante, un cuoco, un avventore. Quindi vorrei approfittare della tua ospitalitá per un “se sbaglio correggetemi”.

    Avventore: detto anche ospite o cliente. Soggetto da cui si richiede : appetito, comportamente civile e che paghi il conto.

    Ristorante: posto in cui vengono serviti, a pagamento, cibi e bevande.

    Cameriere: persona addetta alla vendita dei piatti preparati ed al servizio a tavola degli stessi unitamente alle bevande proposte.

    Cuoco: artigiano che prepara i cibi che saranno serviti nel ristorante e per la quale funzione percepisce – o si fá – uno stipendio.

    Basta. Tutto qui.

    Se ognuna delle parti svolge il suor ruolo con amore, competenza ed onestá, hai un ristorante
    dove si sta bene e si mangia bene.

    Tutto il resto, dal pacojet ai bicchieri cari, al cuoco superstar, al sommelier ultrapreparato, ai punti sulle guide mi sembrano orpelli SE non esistono i presupposti di cui sopra.

    Ora: ti arriverá una valanga di posts: ma come la gastronomia, la preparazione professionale
    la ricerca, l’inventivitá… ?…

    Ma pensaci bene: tutto l’ esercizio ha come scopo soddsifare l’ appetito del cliente, farlo stare bene e vivere dei soldi che il suo star bene ti porta.
    O no ?

  5. che non piacciano forum blog blogger e forumisti è risaputo da tempo.

  6. @Merolli

    A settembre Girardet, preoccupato per l’andazzo preso dalla cucina francese, confidò a un giornalista di Le Monde: “E’ tempo di far suonare la campanella di fine ricreazione”.

    La campanella la farei suonare anche per tanti nostri cuochi, Pierangelini compreso.

    La filarmonica di Berlino, invece, per il 70 per cento della critica enogastronomica italiana.

  7. Hey, Nicola, già che sei qua, che si mangia da te domani sera? Ché poi non fare come quell’altro, quello che ami, che vai a dire in giro che non è vero, che non ci sono mai stato ecc. ecc., ok? :-D

  8. Ammetti però che l’Elogio della Patata era all’ altezza dei gridi in cui non vola altra gioia celeste…che lo slancio dei loggiati dipinti alle colombe…etc etc ???
    O no? Ammetti.
    :-)

  9. Miiii…Nicola…cosa ti capita domani sera.
    Un Tombolini a bordo.
    Si salvi chi può.

  10. @Lorenzo

    L’Elogio alla patata sta alla cucina come Sugli sugli bane bane alla grande canzone d’autore.

  11. Tu miscugli le banane, Cairoli.

  12. basta che non fai come l’ultimo supercritico che ha confuso la maggiorana con il timo ok Tombolino? : )

  13. buttiamola a ridere …
    Ecco quindi
    la Guida della zuppa di latte e della cozza nera
    questo è il link del brano
    http://mianonnaincarriola.splinder.com/post/14782057/Il+cuoco+che+carezza+le+patane

    è un pezzo che dedico al maestro dei fornelli
    non mi sento sfigato, spione e solitario pur avendo un blog
    Ma nel ristorante del maestro mai ci metterò piede

  14. In questo Paese quando si dice un cazzatta è una provocazione.Quando si dice la verità la detta i forumisti e non i blogger.La confusione è chiamata democrazia. Ma soprattutto è un Paese con “paesani” senza memoria e chi ha parlato del cuoco è un esempio.

  15. Hey, Nicola, non vorrai mica darmi del “critico”! Vediamo di non offendere, ok? E poi, sappi che quando vado a cena non “degusto”. Semmai “gusto”, che è, per fortuna, tutt’altra cosa! :-)

  16. io quando vado a cena mangio
    poi usiamo i nostri sensi
    gusto
    olfatto
    vista

    e se usiamo le mani il tatto

    non mi risulta che a cena io compio l’attività di degustare
    infatti il dizionario De Mauro
    definisce degustare

    assaggiare, assaporare | assaggiare vini o cibi per determinarne le caratteristiche organolettiche

  17. [...] … [...]

  18. Potete dire quello che volete. Il succo è uno, Pierangelini è un grandissimo BLUFF e lo scandalo sono le guide corrotte che lo portano ai vertici. Tra le peggiori esperienze metto Pierangelini. Una sola umana, una persona dall’aspetto triste. E’ un personaggio burbero che tratta male i clienti, non ha rispetto di nessuno. Non può rappresentare il paese una persona che parla e si comporta in modo scorretto. Non vogliamo più vedere i corrotti in circolazione. Siamo stufi. Basta!! A tutto esiste un limite…

  19. Hai espresso lo stesso concetto con le stesse parole anche sul blog di Tombolini.
    Adesso che l’hai ripetuto stai meglio?

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