Waribashi – Cosa fa un giapponese con 7382 bacchette? Una mega-indigestione di sushi? No, si costruisce una canoa deliziosa

Ho parlato delle bacchette monouso in legno dei giapponesi, le waribashi, in questo post, sottolineando il business gigantesco che alimentano, i danni che procurano all’ecosistema asiatico con spoliazioni sempre più massive e forsennate delle foreste cinesi, indonesiane e vietnamite. E nonostante il loro prezzo continui a salire vertiginosamente, i giapponesi non intendono farne a meno, nè accettare waribashi alternative, ad esempio, in bambù. Le bacchette devono essere di legno, ma soprattutto, una volta usate si devono gettare via. Per questo motivo salutai con simpatia l’iniziativa della Triumph e del suo reggiseno che sosteneva la riciclabilità delle bacchette. A proposito di riciclabilità. Spostiamoci a Koriyama, prefettura di Fukushima, per fare la conoscenza di questo operaio in pensione, un autentico genio del fai-da-te. Si chiama Shuhei Ogawara e per due anni non ha fatto altro che raccogliere tutte le waribashi che i suoi colleghi gettavano nella spazzatura della mensa. A costo di passare per un tipo strano. E a chi gli chiedeva che ci facessi con le waribashi scartate, lui sorrideva elusivo. Ora, il mistero è svelato. Bacchetta dopo bacchetta, Shuhei si è costruito una canoa. 3 mesi a incollare 7382 bacchette per formare l’ossatura di una canoa lunga 4 metri e pesante 30 chilogrammi, poco più pesante delle canoe in cedro dell’isola di Honshu. E a tutti i suoi colleghi della mensa, Shuhei ha dato appuntamento a maggio, sul lago Inawashiro per il varo della sua canoa-waribashi.
Fonte: Asahi
© Lorenzo Cairoli





Non solo un genio del fai-da-te, il signor Ogawara è un vero genio del riciclo intelligente. La canoa è anche esteticamente molto gradevole
Scritto da Cinzia, il 12 aprile, 2008 at 18:33
Credo fosse il suo lavoro, Cinzia
Scritto da lorenzo cairoli, il 12 aprile, 2008 at 18:59
è anche bellissima!:)
Scritto da Boh/ Orientalia4All, il 13 aprile, 2008 at 00:22