Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

26 settembre 2008

Blogosfera – Plagi che non sono plagi

Sui blogger che vengono saccheggiati: succede molto più frequentemente di quel che si crede. In genere la faida del copiaeincolla è fratricida nel senso che coinvolge solamente blogger – io ne ho uno, una specie di zecca che si incolla a tutti i miei pezzi più curiosi, poi fa spudorato copiaincolla, li posta nel suo blog e quando lo becchi in castagna ti risponde che non ti ha mai letto e te lo dice con un’arroganza tale – ricordate Riccò al Tour?- che me la sono legata al dito e un giorno, statene certi, gli renderò pan per focaccia. Poi ci sono i giornalisti che saccheggiano i blogger, e Dio sa quanti ce ne sono – e anche qui, se mi mettessi a contare le zecche che mi incrostano la tastiera farei notte. Poi ci sono i blogger che si lamentano di essere stati saccheggiati dai giornalisti e non è vero (o non da quelli verso i quali avevano puntato il dito).
Questo è il post di una blogger che si ritiene plagiata.
Questa è la fonte da cui ha attinto il giornalista della Stampa che il blogger indica come presunto plagiatore:

FA DISCUTERE MOSTRA A NEW YORK DEI DISEGNI DI JEAN DE BRUNHOFF

New York, 24 set. – (Adnkronos) – Babar è colonialista? Negli

Stati Uniti è polemica sul famosissimo re elefante in abito verde,
inventato nel 1931 da Jean de Brunhoff ed apparso per la prima volta
nel «Primo libro di Babar», una storia basata su una fiaba che la
moglie del pittore francese, Cecile, aveva inventato per i loro figli.
L’occasione per gettare un’ombra di apologia del colonialismo sul
popolare personaggio di fantasia è la mostra in corso a New York,
fino al 4 gennaio 2009, alla Morgan Library and Museum di New York dal
titolo «Drawing Babar: early drafts and watercolors», che presenta
170 disegni originali del pachiderma con la bombetta di Jean de
Brunhoff e le successive creazioni ad acquarelli di suo figlio
Laurent. La mostra, curata da Christine Nelson, presenta la collezione
di materiale di Babar acquisita nel 2004 dalla Morgan Library grazie
alla donazione di Laurent de Brunhoff e dei suoi due fratelli.
Babar è considerato uno dei personaggi di fantasia più
conosciuti al mondo: 8 milioni di libri venduti, oltre 30 mila
pubblicazioni a tema in 17 lingue diverse, una serie tv di quasi 80
episodi trasmessa in 30 lingue in 150 paesi. Ma questi numeri che da
soli indicano un successo, a parere di alcuni intellettuali americani,
a cui ha dato voce anche la rivista «The New Yorker», non possono
far dimenticare i giudizi politicamente e moralmente offensivi
sottintesi da Jean de Brunhoff, come l’esaltazione del colonialismo
francese di fine ’800. «Nei libri di Babar dietro l’allegoria c’è
certamente il sogno coloniale delle grandi potenze», ha accusato il
critico e drammaturgo Ariel Dorfman.

Il Babar emancipato che torna tra gli elefanti selvaggi e che
come loro sovrano li costringe a indossare abiti e a vivere in una
città sarebbe quindi il prototipo dell’imperialista convinto della
propria missione civilizzatrice, che impone la cultura e il sistema
francesi alle popolazioni coloniali, senza alcun rispetto per le
tradizioni nè garanzie di parità di diritti e opportunità. È
questo quello che pensa, ad esempio, il saggista Herbert Kohl, secondo
il quale le storie di Babar sarebbero «una sinistra celebrazione»
dell’immaginario coloniale. Per il critico Adam Gopnik la saga di
Babar sarebbe «una cosciente commedia del sogno coloniale francese».

(Sin-Pam/Opr/Adnkronos)

Forse sarà il caso di fare le pulci a casa di Adnkronos

Avviso ai naviganti. Se c’è una testata on-line che ha il massimo rispetto delle fonti questa è ‘La Stampa’, almeno finché avrà Dario Corradino come direttore.

© Lorenzo Cairoli

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2 Commenti a “Blogosfera – Plagi che non sono plagi”

  1. Ho appena ricevuto una mail da Dario Corradino con le stesse precisazioni.
    Mi sono accorta della “citazione” leggendo il pezzo sul sito della Stampa, e per questo ho pensato che dietro il piccolo incidente ci fosse un giornalista di questa testata. Non sapevo fosse coinvolta Adnkronos (anche se, mancando la firma all’articolo, forse avrei potuto immaginare che si trattasse di una notizia di agenzia).
    In ogni caso non avevo certo intenzione di condurre una crociata contro chissà chi, semplicemente ero curiosa di ricevere un chiarimento, che infatti con molta gentilezza ho avuto.

    Ross

  2. [...] Aggiornamento dell’aggiornamento: a scanso di equivoci, chiarisco che la tirata è del tutto personale. Ross non c’entra. [...]

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