Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

10 settembre 2008

Premiata Macelleria Messico: un morto ogni 85 minuti, tre sequestri ogni ora. Su ordinazione, decapitazioni collettive

Da mesi su ‘El Diario de Yucatan’ leggo solo di morti ammazzati e di narcotraffico. Anche su ‘Milenio’ e su ‘Reforma’, in verità. Oggi, su ‘El Diario de Chihuahua’ l’ultimo film di Vin Diesel, le piogge violente e gli straripamenti del Rio Parral, strappano la scena ai signori della droga. Ma è un’eccezione perchè già da domani tornerà a tenere banco la bassa macelleria dei cartelli. Il Messico di oggi è quasi la fotocopia della Colombia del 1990. Più di 3000mila morti da gennaio ad oggi, 987 negli ultimi due mesi, 547 solo ad agosto, per una media raccapricciante di un morto ogni 85 minuti. Chihuahua è l’epicentro della mattanza: quattro vittime su dieci muoiono in questa città. Le morti, poi, sono di una spettacolarità agghiacciante: a Creel, sugli altopiani della Sierra Tarahumara, un commando armato di fucili AK47 ha fatto irruzione in una discoteca. La gente che stava uscendo, armata a sua volta, ha risposto al fuoco. Nello scontro sono morte 14 persone tra cui un bimbo di quattro anni. Alla fine di agosto, 12 corpi vengono rinvenuti in un sobborgo di Merida. Sono avvolti da coperte, impilati uno sull’altro, tutti e 12 decapitati, e delle teste nessuna traccia. Si scoprirà in seguito trattarsi di narcotrafficanti, ma per saperlo non occorreva scomodare la Scientifica. La decapitazione è la firma che i cartelli appongono in calce a ogni regolamento. José Guzman, il magistrato incaricato delle indagini, dichiarerà ai giornalisti: “Pensiamo che queste 12 esecuzioni siano un incidente isolato che non fanno parte di una strategia destabilizzatrice“. Così isolato che due giorni dopo la polizia ritrova altri quattro corpi decapitati: 3 a Nogales e uno nella solita famigerata Chihuahua. Forze dell’ordine e politici messicani fanno a gara nell’uscirsene con le dichiarazioni più assurde. Un morto ogni 85 minuti, 3 persone sequestrate ogni ora, ispirano al presidente Calderon questa perla: “Il problema della sicurezza in Messico è un po’ più critico di come lo avevamo previsto“. Se il presidente navigasse in rete, avrebbe capito che ‘tutto è un po’ più critico di come aveva previsto’, soprattutto se si fosse imbattuto nel portale messicano che offriva prestazioni di sicari con annunci del tipo:

‘Assassino professionista, colombiano, soluzione immediata ai tuoi problemi, esperto nella sistemazione della scena del delitto. Nessuno sarà convolto. Faremo passare tutto come se fosse stato un infarto, un furto o un incidente. Sistemiamo tutto dalle infedeltà coniugali al regolamento di conti. Lavoro in Sudamerica e Europa’.

Oggi su ‘Milenio’ Michael Chartoff elogia Calderon per la sua coraggiosa offensiva nei confronti di queste organizzazioni criminali, ma ribadisce che se non ci sarà maggior pressione sui cartelli, l’industria dei sequestri aumenterà in modo vertiginoso. In realtà, il suo timore – che il ‘Washington Times’ ha spiegato benissimo giorni fa – è che il narcotraffico messicano sconfini massivamente in America e trovi alleanze con le gang di strada americane (Mara Salvatrucha, per esempio). Su ‘Reforma’ di oggi grande spazio per lo scontro a fuoco tra militari dell’esercito messicano e agenti della polizia federale contro agenti della polizia municipale di Torreon (Stato di Coahuila) che cercavano di proteggere un furgone carico di droga con targa statunitense. 1 morto, 5 feriti, 5 narcotrafficanti e 35 agenti arrestati, il bilancio finale. ‘El Diario de Yucatan’ di ieri riportava invece le parole di fuoco dell’arcivescovo di Yucatan, Emilio Carlos Berlie Belaunzarán. “Los mexicanos somos buenos para el café, pero en realidad somos cobardes para denunciar…. Nos hace falta valor hasta para denunciar“. Finalmente qualcuno che parla chiaro.

P.S. Per la verità, su ‘El Diario de Yucatan’ di oggi c’era anche la notizia che la diffusione di Internet in Messico è aumentata del 7%. Per i sicari internauti, un’epifania.

© Lorenzo Cairoli

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Un Commento a “Premiata Macelleria Messico: un morto ogni 85 minuti, tre sequestri ogni ora. Su ordinazione, decapitazioni collettive”

  1. E’ tutto vero quanto riportato in questo blog con riferimento al Mexico. Io vivo a Merida e Cancun da piu’ di 16 anni, oggi sono piu’ che convinta che i vari cartel de la droga hanno dietro di loro poderosi politici che si stanno contendendo il potere sul territorio, vedi il caso di Yucatan dove i giornali denunciano Patricio Patron Laviada, ex Gobernador de Yucatan, suo fratello Alexandro e Antonio, e nessun Giudice fa caso a quanto dichiarato dai giornali, anche la magistratura e’ coinvolta. La Gobernadora, Ivonne, ripete: ….”noi ci riprenderemo Yucatan, la sicurezza e la tranquillita’ ritorneranno, io da anni dico che Yucatan e’ un punto di passo super strategico per lo spostamento della droga ai vari continenti, conosco gente proprietaria di fincas, o terreni nella selva che affittano ai narco questi territori per farvi atterrare gli aerei con carichi da tonnellate di droga, infatti uno che forse ha ascoltato o parlato troppo e’ stato ucciso nella sua stessa proprieta’…..a risentirci

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