Somalia – La più grande tragedia ignorata

Non passa giorno che organizzazioni internazionali e giornali non sventolino sotto al naso del mondo nequizie che mai avremmo sospettato. Le Maldive? Un paradiso per i sub, un inferno per la democrazia. Detenzioni arbitrarie, processi iniqui, tortura. Il Pakistan? ‘The world’s most dangerous place’ (The Economist, gennaio 2008). Il Camerun? Il paese più corrotto del mondo (Wir haben unsere Seele verloren – Abbiamo perso la nostra anima, Charlotte Wiedeman per ‘Die Zeit’). Il Niger? Il peggior luogo del pianeta dove avere figli (Mother’s Index 2008, Save the Children). La Somalia? Most ignored tragedy (BBC News, 6 ottobre 2008). Al suo confronto le crisi in Georgia e in Libano hanno un’aria innocua da marachelle geopolitiche. In questo paese disintegrato dall’odio tribale, dai signori della guerra, dalla fame e dalle carestie, sopravvivere è diventato ormai un lusso concesso a pochi. A Mogadiscio c’è andato di recente un reporter coraggioso come Mark Doyle: ha vissuto lo strazio di attraversare una città carcame, polverizzata e ridisegnata dalle bombe. Dove un tempo c’erano belle case neocoloniali, oggi regnano lugubri cumuli di macerie, edifici sventrati e saccheggiati, scheletri di abitazioni privi di porte, di tetti, di finestre. I bazooka e le bombe hanno ’spolpato’ queste case fino a farle somigliare a scogli secolari erosi dalla salsedine. A Mogadiscio non c’è acqua, luce, nè cibo. Si mangia quello che si trova, se si trova. Se improvvisano un mercato, si va a fare la spesa armati di kalashnikov. Una città fantasmale spogliata persino della sua gente – stima l’Unicef che già mezzo milione di somali hanno abbandonato la capitale – una città imbarbarita da atrocità che raccapricciano persino i veterani della guerra. Le ong e i suoi volontari scappano a gambe levate – un esodo se è possibile ancora più drammatico e massiccio di quello haitiano.
© Lorenzo Cairoli





Hai perfettamente ragione. Questa situazione somala è, in valore assoluto, ben più rilevante di altre notizie che quotidianamente riempiono i telegiornali. Il fatto è che molti media stanno dando uno spazio smodato alla cronaca italiana, descritta nei minimi particolari; i fatti della Georgia sono considerati importanti perchè accadono alle porte dell’Europa, e si sa che molti organi d’informazione sono eurocentrici. Poi vuoi non parlare delle elezioni in U.S.A.?
Così la Somalia, che più di metà della popolazione italiana non saprebbe manco trovare sull’atlante, scivola nell’oblio, sommersa da altre pseudonotizie.
Grazie, Lorenzo, per ricordarcele.
Scritto da Alessandro, il 10 ottobre, 2008 at 15:55
Nell’oblio, Alessandro, c’è ahimè troppa Africa e paesi scenari di tragedie che per drammaticità eguagliano quella somala. Liberia, ad esempio. Sudan, Sierra Leone, Congo. E’ una lista affollata, ma di questi paesi non gliene frega niente a nessuno.
Scritto da lorenzo cairoli, il 11 ottobre, 2008 at 13:14