Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

14 novembre 2008

Non c’è pace per Manolete

Nell’eterno duello fra toro e torero Manolete irruppe col suo talento eversivo riscrivendo la grammatica della tauromachia. Il suo pase de pecho non aveva eguali, più che un gesto tecnico o una malìa, era una rivoluzione copernicana, era l’invenzione della penicillina. Le sue veroniche, lo yin e yang di ogni corrida, le sue mariposas più preziose di un Cullinan o di un Moussaieff Rosso. Nacque lo stesso giorno di mia figlia Sveva – il 4 luglio, a Cordova, la città dei matador. Ci sono toreri che hanno facce da poker o facce dure come cotogne gelate. Manolete era magro come un Lehmbruck, capelli neri, folti e ondulati, lunghissime mani affusolate e uno sguardo triste come un tango. Negli ultimi tempi beveva: la classe era sempre quella, non i suoi riflessi, invece. La sera del 28 agosto 1947 nella plaza de toros di Santa Margarita, la morte gli mandò in dote il toro Islero, mezzo quintale di Miura che avrebbe fatto accapponare la pelle a qualunque veterano delle corride. Mentre Manolete stava per finirlo, Islero gli trapassò la vena safena. Morì in ospedale: oggi dicono che a ucciderlo non fu la furia di Islero, ma il sangue infetto di una trasfusione.
Menno Meyjes, lo sceneggiatore di Spielberg (‘Il colore viola’, ‘L’impero del sole’, ‘Indiana Jones e l’ultima crociata’) due anni fa decide di raccontare in un film la vita di Manolete. Sceglie Adrien Brody come protagonista, scrittura nel ruolo della diva Lupe Sino, Penelope Cruz, si appoggia a un produttore di successo come Andrés Vicente Gómez, ma a metà della lavorazione il film si rivela un incubo azteco. La troupe che non viene pagata, Meyjes e Gómez che coi loro scontri trasformano il set in una corrida, denuncie, sequestri, controversie economiche di ogni tipo e la cocciutaggine di Meyjes nel voler girare tutte le sequenze di tauromachia con tori veri e di rado alternarli con tori meccanici. Ad oggi il film è in alto mare, anche se il regista assicura che è quasi finito.

El Pais racconta le traversie di questo film maledetto che forse potremo vedere nel primo trimestre del 2009

© Lorenzo Cairoli

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Un Commento a “Non c’è pace per Manolete”

  1. “la morte gli mandò in dote il toro Islero”
    è la didascalia perfetta all’espressione di Manolete nella foto.

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