Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

12 dicembre 2008

Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati

Mercoledi, ultima puntata di Exit del 2008. Si parlava di Alitalia, di Cai, di una telenovela spossante che non ha appassionato nessuno, che non è nemmeno finita come ci hanno fatto credere e che trivellerà altro denaro dalle tasche degli italiani. In studio, Ilaria D’Amico con sei ospiti tra cui il Senatore della Lega Nord Roberto Castelli che più che un senatore sembra un attore di Vanzina alle prese con la parodia del lombardo bauscia. Se qualcuno gli contesta qualcosa, Castelli lo cazzia con l’arroganza che odiavo nei socialisti degli anni ottanta. Prima di diventare leghista, senatore e cabarettista nei talk-show de la 7, Castelli studiava al liceo classico Manzoni di Lecco. Aveva come compagno di classe Formigoni, si è laureato in ingegneria, ha lavorato per trent’anni nel campo dell’acustica applicata, prima come direttore tecnico di una ditta, la Lafranconi Silenziatori di Mandello del Lario, poi come libero professionista ed imprenditore nei sistemi di controllo del rumore, nella sicurezza in fabbrica e nella consulenza e rilascio di certificazioni ed omologazioni CE. Sarà anche un Dio nel campo dell’acustica applicata, ma in materia di trasporto aereo, costi di carburante, grandi vettori e rotte internazionali è competente come un masai in global economy. Castelli crede che in buon dry-leasing ci vadano otto parti di gin e due di Martini e che il parco aerei di Alitalia sia competenza della Forestale. Eppure mercoledi sera parlava solo lui, nemmeno fosse la reincarnazione di Francesco Baracca. Quando Massimo Notaro, presidente dell’Unione Piloti, ha provato a replicargli, Castelli lo ha interrotto ripetutamente, lesto a eludere le sue domande precise e incalzanti. Fuori campo, si sentiva Notaro ripetere: “E’ impreparato…non posso parlare con lui…non sa le cose”. E il tono, badate bene, non era aggressivo, e nemmeno arrogante. Amareggiato semmai. Perchè il tasso di impreparazione che ha raggiunto questa classe politica è di un’asineria siderale.
Uno che al massimo sa di acustica applicata, mercoledi sera pretendeva di insegnare trasporto aereo a uno che ha volato più di Saint-Exupéry, Icaro e il Gabbiano Jonathan Livingston messi assieme. Una che politicamente è cresciuta a pane e calendari adesso pretende di far sparire le prostitute dalle strade nemmeno fosse un colonnello argentino. Una che è diventata avvocato barando, oggi pretende rigore dagli studenti, inneggia alla meritocrazia e impone regole inique alla scuola, confondendo tagliare con taglieggiare. Uno che da europarlamentare ha partecipato alle sedute del Parlamento con la frequenza di un giubileo, oggi scatena una jihad contro i fannulloni. Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati. Come i dirigenti della Rai. Persino in Spagna hanno parlato delle sforbiciate a Brockeback Mountain. Poi ci si sorprende se un italiano su quattro non paga il canone.

© Lorenzo Cairoli

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18 Commenti a “Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati”

  1. Allora devo essere in quei 3/4 di fessi che ancora pagano il canone senza manco sapere perché…

    Chissà se i parlamentari lo pagano, sarebbe bello saperlo.

  2. [...] Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati, di Lorenzo Cairoli [...]

  3. Ciò che non riesco ancora a capire come ci sia ancora gente che crede alle continue ed insopportabili uscite giornaliere da parte di qualsiasi parlamentare della maggioranza. Da quando sono al governo non hanno fatto altro che diffondere panico e terrorizzato su ogni genere di problema.

  4. [...] e impreparati Pubblicato il Dicembre 14, 2008 di byzas75 Mi è capitato di leggere un bel post del giornalista Lorenzo Cairoli sulla arroganza della classe politica nostrana. Eccone un assaggio: [...]

  5. bell’intervento. Ho paura di essere troppo d’accordo con te ;)

    Ciao

  6. [...] dal blog di Lorenzo Cairoli [...]

  7. la domanda è: è mai stato meglio? Non avevamo una velina come ministro, ma per dire, pecoraro scanio all’agricoltura confuse una vacca con un toro.

    Giurerei che non fosse diverso nei 50 anni precedenti.

  8. Il democristiano Vincenzo Scotti che fu ministro dei beni e della attività culturali nei due governi Spadolini accolse una delegazione di sceneggiatori che si lagnava, con ragione, di rappresentare la categoria più bistrattata del nostro cinema. La gente non sa neppure distinguere uno sceneggiatore da uno scenografo chiosò Furio Scarpelli. Scotti rimase più di un’ora ad ascoltare le loro lamentele e al momento del congedo, li rassicurò così: State tranquilli. Da oggi voi scenografi avete un nuovo amico.
    Però non sono d’accordo con te. Gli ipocriti, gli inciucioni, gli ignoranti c’erano anche ieri, ma una politica così improvvisata, naif, sguaiata, dove non riesci a distinguere un senatore da un cabarettista, no.
    Uno mitraglia i giornalisti e fa cucù alla Merkel, un altro piange perchè l’hanno bannato da Facebook, un altro ancora pensa che il Darfur sia uno stile di vita…

  9. LA GELMINI NON HA BARATO

    HA FATTO UNA FURBATA MA NON HA FATTO NULLA DI CONTRO REGOLAM O DI ILLEGALE

    Siamo d’accordo sul termine fubata

    Il termine barato invece non è da blogger oggettivi. La blogosfera era una bella cosa..

  10. Pensavo fossimo alla frutta, ma dimenticavo che dopo la frutta c’è anche il caffè e poi l’amaro e poi ancora… Dicono che un Paese ha la classe dirigente che si merita. No, questo Paese non se li merita proprio questi.

  11. [...] Un posto dove appendere il cappello » Blog Archive » Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati [...]

  12. [...] Commenti Post 14 Dic Asineria siderale Un bel post di Lorenzo Cairoli sulla arroganza della classe politica [...]

  13. Bellissimo post, complimenti.

    Purtroppo è così per tutti gli argomenti. Anche quando si parlava di rifiuti inceneritori hanno chiamato in trasmissione dallo spazzacamino al becchino, ma nessun esperto in materia.

  14. hai descritto perfettamente quella che è la media dei politici italiani: tuttologi del nulla!

  15. Questo Paese non ha la classe diligente che si medita!

  16. PROFEZIA
    …..e verranno tempi di carestia;
    un flagello di cavallette si abbatterà sull’Italia. Si stanzieranno in un Monte di Roma detto Citorio e lì vicino le cavallette più anziane occuperanno un posto detto Madama. Divoreranno tutti i raccolti e si morirà di fame. Sopravviveranno solo i pidocchi e i parassiti…….
    _ Ma questa è una profezia apocalittica!
    - No, è solo una metafora dell’Italia 2009!

  17. “Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati”
    Se è vero che ogni popolo ha la classe politica che si merita. Noi italiani che cazzo di popolo siamo?

  18. [...] dal blog di Lorenzo Cairoli [...]

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