Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

27 gennaio 2009

Le belve di Guidonia, i giornalisti giustizieri, gli sciacalli dei forum

Le belve di Guidonia sono state arrestate. Adesso non resta che sperare che Berlusconi taccia, che sulla loro strada non ci sia un gip come Marina Finiti e soprattutto, come si augurava una signora poco fa sull’autobus ‘che siano tutte e quattro sani’, perchè a tragedia non si sommi altra tragedia. Ma la città ancora sotto choc per il rilascio lampo dello stupratore di Capodanno gioisce a denti stretti, perchè polizia e carabinieri come sempre fanno un lavoro eccezionale, mentre magistrati e politici fanno a gara a mandarlo in vacca. La battuta oscena di Berlusconi in Sardegna, cento volte più oscena di quella sulla Cina di Mao dove ‘i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi’ è stata una delle uscite più raccapriccianti di questo signore da quando è in politica, e ho la certezza che molta gente non la dimenticherà così in fretta come qualcuno spera. Osceno è stato anche Maroni che all’inizio polemizzò con Alemanno che si era scagliato contro il gip per gli arresti domiciliari concessi allo stupratore, poi il suo portavoce ha rettificato, poi ha rettificato ancora, poi Alemanno e Maroni hanno smesso di polemizzare e sono diventati culo e camicia, hanno cominciato a dire le stesse cose e oggi Maroni tuona che ‘è una sentenza che grida vendetta’. Peccato ci abbia messo più di 48 ore per capirlo. Roma comunque è incredula, demoralizzata, esasperata. Tradita da chi in campagna elettorale le aveva promesso più sicurezza e che invece alla resa dei conti l’ha ripagata con un indecente scaricabarile, con l’irresponsabilità e l’immoralità di un premier che non conosce vergogna, con una magistratura che invece di lanciare segnali forti e deterrenza emette sentenze che stuprano due volte chi ha subito violenza. Nel laido teatrino di questi giorni, due figure mi sono rimaste impresse: il giornalista giustiziere e il forumista sciacallo.

C’è il giornalista giustiziere: allo stupratore di capodanno il gip Marina Finiti concede gli arresti domiciliari dopo sole 48 ore? a Genzano la vittima si sente abbandonata e presa in giro e medita di farsi giustizia da sola? a Roma e all’Italia intera cadono le braccia? Niente paura, ci pensa il Corsera, che manda a Fiumicino Alessandro ‘Paul Kersey’ Fulloni. Fulloni che fa? Esordisce subito svelando il civico dei Franceschini – abitano al 15 via Monte di San Michele, un budello all’Isola Sacra, una delle zone di maggiore abusivismo edilizio di Roma – quasi che i Franceschini oltre ad essere colpevoli di aver messo al mondo un figlio stupratore siano anche responsabili e correi dell’abusivismo del litorale romano. Ma Fulloni prosegue, implacabile: L’abitazione è a tre piani, senza intonaco. Accanto all’ingresso c’è il forno, d’estate molto affollato e fonte di problemi per i vicini. Il panificio dei Franceschini, in attività da circa una decina d’anni, è infatti una specie di punto di riferimento per le comitive che, uscite a notte alta dalle discoteche di Ostia e Fiumicino, sostano qui per prendere cornetti caldi, pizza e panini. Ma il viavai ha creato malumore tra i vicini, troppa confusione. In poche righe demolisce l’attività di Franceschini padre, responsabile di avere un panificio ’scomodo’, concetto che viene ribadito due volte nel giro di tre paragrafi – prima fonte di problemi per i vicini, poi crea malumore tra i vicini per il continuo viavai. Non contento, Fulloni dà il colpo di grazia: “C’è sempre chiasso, non riusciamo a dormire. Arriva gente ubriaca ed è anche capitato che ci abbiano rigato le auto», racconta un signore che abita nei pressi e che dice di avere raccolto delle firme per chiedere alla municipale maggiori controlli”. Volete scommettere che adesso processano il padre al posto del figlio?

C’è il forumista malizioso, quello che è lì a mettere pulci nell’orecchio: ne ho incontrati diversi nel forum de ‘Il Messaggero’, lesti a incunearsi tra le pieghe dell’indignazione popolare con provocazioni del tipo ‘Ma voi avete presente quanto è grande un bagno chimico? A me sa che non ce l’hanno raccontata tutta. Chissà cos’è successo veramente in quel bagno”. Cosa vuoi che sia successo pirla? Lui ha stuprato lei, e quand’anche la tua testa malata ti portasse a dubitare, lui ha confessato tutto al gip. Tutto. Tu però sei lì davanti al tuo display, come uno sciacallo che si guarda in giro in cerca di carcame da spolpare, pronto a istillare un dubbio ogni volta che nel forum la solidarietà per la stuprata e l’odio per lo stupratore prendono il sopravvento. Perchè hai un’idea dello stupro molto sudafricana. Nei tribunali sudafricani non si deve provare la colpevolezza dello stupratore ma l’innocenza della stuprata. E gli avvocati dello stupratore possono sempre appellarsi alla ‘provocazione’ della donna, eccezionale panacea per mandar tutti assolti. Come un’eccezionale panacea per confondere l’opinione pubblica è il tuo istillare dubbi, che alla fine qualche pirla come te lo trovi, che già domani a scuola, sul bus o al bar, esordirà dicendo: “Ma voi avete presente quanto è grande un bagno chimico?’

© Lorenzo Cairoli

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4 Commenti a “Le belve di Guidonia, i giornalisti giustizieri, gli sciacalli dei forum”

  1. vale la pena ricordare che la Chiesa è contrarissima all’aborto, anche quando è il frutto “dell’amore” di uno di questi fortunati incontri magari dentro a un cesso chimico.

    Dio s’infila nei dettagli, come ben sappiamo.

  2. La politica conosce benissimo le problematiche connesse con la concessione degli arresti domiciliari, ma si guarda bene dallo spiegarlo ai cittadini. Anzi continua a smarrirli e disorientarli, per esempio alimentando l’illusione per cui, se «è la legge sbagliata», allora «la si cambierà» in modo che per reati gravi come lo stupro la carcerazione prima del processo «sia obbligatoria»: è una presa in giro, giacché chi la propone sa bene che la Consulta ha più volte rimarcato che contrasterebbe con i principi costituzionali qualunque norma che stabilisse per alcuni reati l’automatica applicazione della custodia cautelare in carcere, Fra l’altro il compito dei magistrati (come si dice da tante parti e da tanti) non è lanciare «messaggi» sui «fenomeni», e nemmeno produrre «esemplarità», ma giudicare singole persone in casi concreti. Una magistratura che lanciasse «messaggi», o producesse «esempi», farebbe non il proprio lavoro ma supplenza della politica o della sociologia.Cioè proprio quello che la politica critica, e a ragione, quando è la politica a subire quella «messaggistica» o quegli aneliti di «esemplarità».Più utile del rituale invio di ispettori ministeriali alla Procura di turno, forse sarebbe dare concretezza ai tante volte annunciati, e altrettante volte rimandati o tenuti a bagnomaria, interventi pratici per velocizzare la celebrazione dei processi. Anche nel caso dello stupro romano, infatti, è su questo terreno che si giudicherà davvero la capacità dello Stato di dare una reale risposta alla ragazza violentata: non certo sulla manciata in più o in meno di giorni in carcere preventivo per il suo violentatore adesso, ma sulla rapidità di approdare al dibattimento, di celebrarne con le ordinarie garanzie il giudizio, e di assicurare l’effettività della pena definitiva.

  3. signor cairoli, ma quello che lei scandalizza non è la tanto osannata libertà di stampà, diritto di cronaca ecc.ecc.? perchè si stupisce?

  4. Nino, che piacere rileggerla. Si è preso un anno sabbatico dal web? Che fine ha fatto il Dejosso furioso?

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