Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

24 marzo 2009

Lo spazzolino di Napoleone (e altre meraviglie)

Il 95% delle collezioni dei musei londinesi non sono accessibili al pubblico: per motivi di spazio, opere e oggetti giacciono imballati in magazzini, stipati in armadi, archiviati in teche e vetrine, ammassati in casse, cassette, cassettiere. Chi fosse interessato a visitarle può sempre chiedere l’autorizzazione ai singoli musei, ma non sempre l’iter è semplice, e non sempre i musei le rilasciano. Come fare allora ad accedere a questi patrimoni invisibili? Il Museo della Scienza di Londra risponde a questa domanda con un sito web che espone oggetti e documenti inediti al pubblico. Gli amanti del bizzarro gongoleranno, perchè il sito è una miniera.

Andando a curiosare in anteprima per voi, ho scoperto

Lo spazzolino di Napoleone: manico in argento con monogramma ‘N’ e setole in crine di cavallo. Napoleone si puliva i denti regolarmente e usava un dentifricio a base di oppio.

Ricordate il mago di Oz? e il boscaiolo di latta? Sembra una delle sue gambe, vero? A costruirla però non fu un costumista di Hollywood, ma un prigioniero di un campo di concentramento giapponese a Singapore, durante la seconda guerra mondiale. Persa la gamba, il prigioniero reagì costruendosi questa protesi coi rottami di un aereo abbattuto. E riuscì a salvarsi e a tornare in Inghilterra. Un simbolo geniale e disperato dell’orrore della guerra. A cominciare dal colore della protesi. Quel rosa spento che a tutti costi voleva simulare il colore della pelle umana.

Questo è un casco per la risonanza magnetica nucleare brevettato in America poco dopo l’uscita di ‘Guerre Stellari’. Era chiamato il casco dello Jedi ed era destinato ai piccoli pazienti che dovevano effettuare una scansione al cervello. Per metterli a loro agio.

Tre gambe di cera del 1910 che mostravano l’evoluzione della sifilide nei suoi tre periodi. Erano state realizzate come strumento didattico da destinare alle facoltà universitarie, furono invece acquistate da una coppia di impresari che girava la Germania con freak-shows e fenomeni da baraccone.

Questo è un frammento di pelle tatuata. Fu acquistato da Henry Wellcome, il farmacista filantropo che donò al Museo della Scienza più della metà dei suoi oggetti, esposti o archiviati. Wellcome lo comprò da un chirurgo parigino, un certo Villette, un medico senza scrupoli come il dottor Wolfe di Robert Stevenson, su cui aleggiava un’aura sinistra. Villette operava negli ospedali militari durante la prima guerra mondiale. Al termine delle autopsie, si regalava sempre un macabro souvenir: prelevava dai cadaveri i loro tatuaggi e li conservava in una delle più agghiaccianti collezioni di cui si ha notizia

Primi anni settanta: bambole&emofilia. Ovvero, come rendere ludico uno strumento didattico e spiegare, quasi giocando, l’ereditarietà dell’emofilia.

Alla fine del visita, misurate il vostro Q.I. in materia di peste bubbonica con questo quiz, gotico e simpaticissimo

© Lorenzo Cairoli

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7 Commenti a “Lo spazzolino di Napoleone (e altre meraviglie)”

  1. Le ho sabagliate tutte, io davo le risposte “scientifiche” e loro riuscivano a fregarmi sempre.

  2. Il Museo della Scienza di Londra è come Papa Benedetto per Camillo Langone. Infallibile :)

  3. [...] E poi, sempre a proposito di scritti e persone belle, vi raccomando -L’ascensore infinito del Signor Panatta, di Pietro Izzo -i Soltanto oggi, di Catriona -la divertente cronaca del ParmaWorkCamp, di Alessandro -Lo spazzolino di Napoleone (e altre meraviglie), di Lorenzo [...]

  4. provengo dal blog di Miti , articolo molto interessante, e bravo Napoleone che usava il dentifricio oppiato! buon fine settimana

  5. Grazie Marcella, buon fine settimana anche a te.

  6. Ti ho scoperto nel Blog di Miti’ , bel post, mi piace quello che scrivi e come lo scrivi, quindi, prossimamente, passero’ spesso di qua. Complimenti!

  7. Mitì è come la Neckermann: mi manda spesso charter di lettori :)
    Grazie per tutto, ti prendo in parola.

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