Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

21 maggio 2009

Viaggio nelle tendopoli-lager tra emergenze pidocchi, dissenterie a gogò, polmoniti, tubercolosi, molestie a minori, liti, droga, promiscuità, stufette fantasma, acqua che non basta mai, due bagni per 300 persone,

Passeggiando tra le macerie dell’Aquila, Berlusconi ha confidato a Barroso: “Non vorrei dirlo, ma i centri di identificazione degli immigrati somigliano a dei campi di concentramento, tanto è vero che il Parlamento ha negato che la permanenza possa essere aumentata a sei mesi”. Ma se Berlusconi al posto di ‘campi di identificazione’, avesse parlato delle ‘tendopoli abruzzesi’, il senso della frase non sarebbe cambiato. Perchè le tendopoli allestite in Abruzzo si sono rivelate subito dei veri e propri lager e quella lettera che ho pubblicato due giorni fa e che avete fatto girare in rete – grazie a: Steff’s Blocknote, Hneeta, Cornerlist, Così è (se vi pare), Ari, again, Devitalizart, Walls come tumblring down!, Il gobbo malefico, Hardcore Judas, Killing Bambi, Paese Seia, BatChiara, Piccole risposte senza domanda, La metamorfosi – è vera, assolutamente vera. Ieri ho chiesto conferma a due troupe televisive: una che rientrava dall’Aquila e una che ripartiva per Campotosto. A entrambe ho posto la stessa domanda: “Quanto c’è di attendibile nella lettera di Gattinoni?”. “Tutto” – hanno risposto loro. Così sono andato nell’archivio de ‘Il Centro’ a rinfrescarmi la memoria su queste settimane di dopo-terremoto, cercando di capire cosa succedeva nelle tendopoli mentre il grande barnum mediatico di Berlusconi cannibalizzava la scena e la tragedia degli abruzzesi. E già prima di quella lettera, l’aria che tirava nelle tendopoli era pesantissima. Ma si è fatto di tutto per nasconderlo agli italiani…

In alcuni campi ci sono solo due docce per 300 persone. In tante altre, dopo 17 giorni, mancano luce e stufette

Problemi igienici, promiscuità, convivenza tra nuclei familiari diversi: si può pensare di mantenere in queste condizioni oltre 13mila persone fino all’autunno?


Scoppia una rissa nella tendopoli e sale la tensione. Quattro romeni, probabilmente in stato di ebbrezza alcolica, si sono affrontati a pugni e calci. Sarebbe spuntato anche un coltello. La lite è stata sedata dai carabinieri

E dopo la febbre, la polmonite, la diarrea, ecco la tubercolosi

Niente autobotti e stop anche alla possibilità di lavarsi. Una situazione insostenibile, quella dei 120 sfollati della frazione di Colle di Sassa che solo a tarda sera, e dopo aver minacciato querele, sono riusciti ad avere un po’ d’acqua.

Afa di giorno. Freddo e umidità di notte. I primi insetti tormentano le case di tela. I cattivi odori non le abbandonano. Non hanno pace i 32.460 sfollati delle centosettanta tendopoli post-terremoto. E adesso c’è l’emergenza pidocchi.

Molesta bimbe, denunciato

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7 Commenti a “Viaggio nelle tendopoli-lager tra emergenze pidocchi, dissenterie a gogò, polmoniti, tubercolosi, molestie a minori, liti, droga, promiscuità, stufette fantasma, acqua che non basta mai, due bagni per 300 persone,”

  1. allucinante: articoli da diffondere senza esitazione

  2. Cavolo che razza di gentaglia sono gli abruzzesi!! Drogati, pedofili, malati di ogni tipo, sporchi…ma vi state rendendo conto di ciò che scrivete?? Quando si metterà un limite a tutto questo?? Comunque avremo presto le elezioni, vedremo come andrà a finire!

  3. Ho qualche perplessità su queste informazioni: ma siamo sicuri che sia tutto vero? e quali sono le fonti?
    Grazie e a presto
    Giulia

  4. Giulia, tutti i link portano al ‘Centro’. Io credo che in questi mesi si sia guadagnato sul campo lo status di superfonte.

  5. Ho visto L’Aquila: “L’importante è che all’esterno non trapeli nulla”
    Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.

    http://rete-eco.it/it/approfondimenti/italia/6691-ho-visto-laquila-qlimportante-e-che-allesterno-non-trapeli-nullaq-.html

  6. Ciao Arial, io questa lettera l’ho già passata il 19 maggio:

    http://cairoli.simplicissimus.it/2009/05/arbeitslager-abruzzo.html

  7. scusami, non me n’ero accorta: puoi cancellare il mio post Ciao

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