Mendicare la sorte di tuo figlio – Highlights da Teheran

Loftan e IranReggedElect stanno traducendo Iranbaan dal farsi in inglese. Oggi Fershteh scrive solo in farsi. Racconta della faida intestina tra ayatollah – mentre leggete queste righe, l’ayatollah Taheri ha appena concluso un discorso in cui ha definito illegittima e usurpata la rielezione di Ahmadinejad. Racconta dei drammatici scontri in Parlamento, delle assemblee infuocate nella Società dei Chierici Combattenti, riporta dichiarazioni di Moussavi e dei suoi implacabili oppositori. Ma trova anche il tempo per spiegare cos’è accaduto ieri quando la più volte annunciata catena umana sembrava veramente sul punto di decollare. Racconta come la polizia e i basiji abbiano frantumato, scoraggiato e disperso la folla, secondo l’ormai collaudato schema del 20 giugno a Piazza Enghelab. Tutti i telefoni dei quartieri erano scollegati, per evitare interferenze durante la repressione.
Adesso molta gente sta occupando in segno di protesta le piazze Vali Asr e di Vanak. Scrivo queste notizie, assolutamente in tempo reale. Tutto quelle che leggete e apparso in rete pochi minuti fa. E’ invece atterrente il dramma dei cittadini arrestati o scomparsi nel nulla, come le donne di Juarez. A Evin non c’è più posto. Molti prigionieri sono stati portati allo Stadio Karaj, un impianto da 15.000 posti, nel carcere femminile di Zendan Ghasr e nelle caserme dei Pāsdāran. Si legge in rete di padri che da una settimana girano per caserme, commissariati, prigioni, implorando di conoscere la sorte dei loro figli. I secondini e i poliziotti parlano solo se unti: c’è chi ha già versato loro, migliaia e migliaia di dollari, in cambio di false indicazioni e ciniche promesse.
© Lorenzo Cairoli
Aiutate questo blog a informare e a proseguire le dirette da Teheran. Aiutatelo, così. Grazie.
18.29 Ancora una volta il leit-motiv della giornata sono stati gli arresti. L’ultimo, pochi minuti fa:
About 10 ppl arrested at Tajrish Sq, after some ppl gatherd and chanted against the regiem.
20.32 Su ‘Tehran Bureau’ uno studente racconta l’irruzione di polizia e miliziani nei dormitori dell’Università. First-hand accounts, una testimonianza di prima mano, brutale, e persino onirica, quasi a esorcizzare l’orrore di cui, chi scrive, è stato testimone:
We are on campus, my friend. Tear gas is descending upon us like heavy snowfall. The entire building I am in right now is filled with gas. Two of my friends were wounded 30 minutes ago. There is fire everywhere. I thought I came here to study but there is nothing here but war. I have to tell you this quickly so you’ll share it on Facebook. I tried using a proxy to access Facebook earlier, but it didn’t work. Thanks so much. And by the way, please don’t mention my name because there have been mass arrests everywhere.
22.50
La notte a Teheran non si dorme. (Il video è dedicato a Vittorio Zambardino che oggi scriveva su ‘Repubblica’ che a Teheran non c’è più YouTube)
1.34 Although the plain clothes have continued to threaten people who shout AllahoAkbar, the Iranians did that again tonight




