Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

29 giugno 2009

PersianKiwi non è stato arrestato, ma i basiji sono pronti a colpire ancora! – Highlights da Teheran

Una bellissima notizia: PersianKiwi non è stato arrestato, ma ha problemi ad accedere a internet. Una brutta notizia, invece: da più di un’ora circolano in rete voci di scontri a Valieasr street. Sembra che si stia organizzando la catena umana annunciata ieri – da piazza Tajrish alla Stazione. Le strade pullulano di poliziotti e basiji motorizzati, soprattutto a Daneshju Park. La tensione è altissima.

20.23 Un ora fa la tivù di stato iraniana ha annunciato che il Consiglio dei Guardiani ha conferma la vittoria di Ahmadinejad. Un attimo dopo, i suoi sostenitori hanno cominciato a festeggiare sparando dai tetti.

21.11 Electricity & phone lines cut in most parts of Tehran today

22.51

Basiji in azione. Non so se questo video è veramente del 26, ma è la prima volta che lo vedo in rete

23.59 Impressionante il numero delle persone arrestate a Teheran (e in tutto l’Iran). A Evin non c’è più posto. Molti prigionieri sono stati portati allo Stadio Karaj, un impianto da 15.000 posti, nel carcere femminile di Zendan Ghasr e nelle caserme dei Pāsdāran

0.20 Solo 11 capi di stato si sono congratulati con Ahmadinejad per la sua rielezione. La notizia è confermata anche sul sito del presidente. Grazie a Google Translate, ecco il famigerato elenco:

1) Il re dell’Oman
2) Asif Ali Zardari, presidente del Pakistan
3) Emomali Rahmonov, presidente del Tagikistan
4) Hugo Chávez, presidente del Venezuela
5) Serzh Sargsyan, presidente dell’Armenia
6) Hamid Karzai, presidente dell’Afghanistan
7) Dmitry Medvedev, presidente della Russia
8 Recep Tayyip Erdoğan, primo ministro della Turchia
9) Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaigian
10) l’Emiro del Qatar
11) Hu Jintao, presidente della Cina

Una bella lobby, non c’è che dire.

2.33

Le grida dei dimostranti in lontananza, come il rumore del mare trattenuto in una conchiglia. Poliziotti che avanzano con gli scudi alzati e lunghi bastoni, come comparse di un kolossal apocalittico. Donne in chador, cellulari ovunque, usati per filmare e fotografare, basiji in motocicletta, nubi di fumo acre, colonne di veicoli militari. Teheran tesa, ferita, disorientata.

2.34 Big question: who is Ahmadinejad getting ready to blame for Neda shooting? UK, US, man on the moon?

2.47 Amnesty International Believes Detained Political Leaders are at Risk of Torture and Possible Forced “Confessions”

2.55

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3 Commenti a “PersianKiwi non è stato arrestato, ma i basiji sono pronti a colpire ancora! – Highlights da Teheran”

  1. [...] quando era troppo tardi per aggiornare il pezzo, ho letto questa splendida notizia, che spero sia [...]

  2. Precisazione: in quella lista di dittatori ed emiri, l’unico democratico è quello turco.

  3. Non so sei lo stesso Andrea a cui ho risposto in un altro post. Sia quel che sia:

    A me l’avvallo alla rielezione di Ahmadinejad, basta e avanza. Troppo poco per dare del farabutto a Erdoğan? Governa un paese che a leggere i rapporti di Amnesty, Human Rights, Reporters without borders, è la Disneyland della violazione dei diritti umani. “I diritti umani hanno risentito del contesto di instabilità politica e di scontri militari. Sono aumentate le segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti, mentre le voci del dissenso hanno subito persecuzioni e intimidazioni. Il diritto di riunione pacifica è stato negato e le forze dell’ordine hanno impiegato forza eccessiva per disperdere i manifestanti. Le disposizioni di legge anti-terrorismo sono state usate anche per ridurre la libertà di espressione. La mancanza di equità processuale non è cessata, soprattutto nel caso di persone incriminate ai sensi della legislazione anti-terrorismo; al tempo stesso è continuata l’impunità degli agenti delle forze dell’ordine responsabili di violazioni dei diritti umani. Non sono stati registrati progressi per consentire il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare. Sono aumentati i rimpatri forzati di rifugiati. Non è diminuita la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. L’attuazione di leggi mirate a prevenire la violenza contro donne e ragazze è proseguita con lentezza”.
    Poi ci sarebbe la caccia alle streghe su Internet. Youtube è oscurato dal 5 maggio del 2008. Ma anche WordPress, Geocities, Myspaces. Poi ci sarebbe qualche scheletro nell’armadio – l’odio religioso, il tentativo di imporre un provvedimento che criminalizzasse l’adulterio, e così via.
    E poi, cosa davvero imperdonabile, è sempre al telefono con Berlusconi.

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