Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

9 giugno 2009

Quella spina nel fianco chiamata ‘italiani all’estero’ – Altre testimonianze

Chiunque voglia raccontare la sua esperienza di italiano all’estero chiamato a votare per le Europee o segnalare disagi, impedimenti e boicottaggi scriva a questo indirizzo: lorenzocairoli@hotmail.com.

In Belgio: Giro delle Fiandre in bus per gli italiani ‘boicottati’. Il governo delle destre non vuole che gli emigrati votino. Dopo aver tagliato del 60% i fondi per gli Italiani all’estero, dopo aver chiuso i Consolati, adesso sta facendo di tutto perché sia specialmente difficile l’esercizio del diritto di voto dei concittadini in Europa per queste elezioni europee. Hanno raddoppiato il numero di elettori necessari per un seggio, cioè ci sarà solamente la metà dei seggi disponibili rispetto alle elezioni precedenti, e più lontani dai luoghi di residenza. Qui in Belgio non verranno approntati seggi in luoghi diversi dai Consolati, obbligando per esempio i concittadini residenti nelle Fiandre (Gent, Anversa, Turnhout…) a doversi fare un paio di centinaia di chilometri tra andata e ritorno per andare a votare a Bruxelles. Tutto questo sta succedendo con la scusa di “risparmiare”, ma in realtà sono tagli alla democrazia e ai diritti più fondamentali dei cittadini italiani, dovunque essi si trovino; e non è solo il governo delle destre, ma c’è anche l’accondiscendenza o l’indifferenza delle cosiddette “opposizioni parlamentari” così come del CGIE e dei Comites, organismi elettivi che dovrebbero rappresentare e difendere gli Italiani all’estero, e invece brillano per la loro inerzia, inutilità e clientelismo. E come se non bastasse, hanno inviato i certificati elettorali in gravissimo ritardo, addirittura dopo le schede per i referendum, creando ancora più confusione e sconcerto. Insomma: un vero e proprio boicottaggio contro il diritto di voto degli Italiani all’estero!

In Germania la diminuzione dei seggi costringerà decine di migliaia di cittadini a fare un numero imprecisato di chilometri per andare a votare. Un esempio: in tutte le competizioni elettorali tenute fino ad ora, è sempre stato istituito un seggio per gli italiani della provincia del Rhein-Sieg a Siegburg, il capoluogo. Ora questo seggio è stato accorpato a Bonn (dove il numero dei connazionali è minore!);
• in Svizzera gli emigrati semplicemente NON voteranno, perché questo non è un Paese UE. Cioè come per le amministrative, un residente in Svizzera si dovrà recare nel Comune di iscrizione AIRE, cioè anche in Sicilia o in Sardegna. Di fatto, la stragrande maggioranza di questi emigrati NON voterà;
• in Repubblica Ceca ci saranno cittadini costretti a fare 200 chilometri per votare;

(Grazie ad Alessandra Galetta)

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