Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

9 giugno 2009

Quella spina nel fianco chiamata ‘italiani all’estero’


Per ‘Repubblica’ un caso c’è, e anche bello grosso: i voti degli italiani all’estero. Il quotidiano di Mauro analizza e sottolinea con stupore le scelte dei nostri connazionali sparsi nel mondo, per sceltà o per necessità. Spalle voltate a Casini e alla Lega (punita con un 2,9 % da pària del sottobosco politico), grande sintonia, invece, con Di Pietro, largamente in doppia cifra e con Vendola, premiato con un clamoroso sette e rotti per cento. Il caso, però, è un altro: parlare di voti italiani all’estero è una cosa insensata se è vero che solo il 7,33% degli iscritti alle liste sono andati alle urne e cioè 88.500 italiani su 1.200.000. Un dato spaventoso. Che più che all’astensionismo, fa gridare a una desertificazione del voto. ‘Repubblica’ analizza nel dettaglio quegli ottantacinquemila voti, ma di quel milione e centoundicimila e cinquecento voti che mancano all’appello non ne spiega la ragione. Lo fanno ancora una volta gli italiani all’estero denunciando disagi, ostacoli burocratici, ambigue e illegittime esclusioni al voto della Farnesina. Si sapeva con largo anticipo che gli italiani all’estero non avrebbero aiutato il premier a trasformare il suo comando in dominio della nazione. Si sapeva con largo anticipo che la maggior parte di loro non avrebbe perdonato a Berlusconi di averli messi in grave imbarazzo nei loro nuovi paesi d’adozione con le sue imbarazzanti gaffes e la sua sguaiata diplomazia vaudeville. Si sapeva con largo anticipo che molti italiani all’estero facevano a gara a dissociarsi da Berlusconi, rimarcando la distonia e la siderale distanza tra loro e questo premier che rigettavano. C’erano quindi tutti i presupposti per considerare questo elettorato una nota stonata assai insidiosa, un 1.200.000 voti ad alto rischio. Per questo si è fatto di tutto per scoraggiare gli italiani all’estero a votare .

Il Voto degli italiani in Finlandia. Resi noti i risultati del voto degli Italiani in Finlandia. Voto, come ampiamente previsto, caratterizzato da una scarsissima affluenza, appena 249 votanti sui 1248 aventi diritto. Un 19,95% di votanti che non è assolutamente possibile attribuire a disaffezione, o all’effetto opzione. La scelta di utilizzare un unico seggio, quello di Helsinki, ha fortemente penalizzato una comunità ormai numericamente consistente e sparsa su tutto il territorio nazionale. Non è pensabile che chi viva, non dico a Kittilä, ma anche a Turku o Kuopio, debba sobbarcarsi l’onere di un lungo e costoso viaggio per esercitare un diritto. Scarse capacità organizzative in loco? Oppure, alla luce della sorpresa del voto degli Italiani all’estero nelle precedenti elezioni politiche, l’effetto di un meditato calo di entusiasmo per un elettorato poco affidabile? La prossima volta, comunque, sarà meglio farsi sentire prima.

“Io, italiana in Olanda, non posso votare per quella circolare sugli ‘optanti’”. La Farnesina mi esclude dalle elezioni perché avrei scelto le liste olandesi: ma non ho mai espresso questa volontà. E ho ricevuto la cedola elettorale per i candidati italiani. (…) Nel frattempo la tensione saliva, perché altri miei connazionali scoprivano di essere «optanti» e le reazioni variavano dalla costernazione al nervosismo fino ad arrivare agli insulti nei confronti dei poveri scrutatori. Mi sono poi rivolta al Console, il dottor Marco Romiti, fresco di nomina ad Amsterdam, il quale molto gentilmente mi ha invitato a presentare una richiesta scritta al Consolato per ottenere una copia delle suddette istruzioni normative, cosa che ho fatto immediatamente. D’altra parte, il signor Console era molto dispiaciuto della deplorevole situazione, ma mi ha spiegato che il Consolato applica semplicemente una direttiva del ministero degli Affari Esteri, in base a una precisa richiesta del ministero degli Interni, che a sua volta si basa su questa famigerata lista di «optanti», comunicata, pare, dai comuni olandesi. Ma allora perché se io sono un’«optante» ho ricevuto comunque dal ministero dell’Interno la cedola elettorale per votare per i candidati italiani? A questa domanda nessuno è riuscito a darmi una risposta, ci si limita ad accettare la situazione come un fatto ineffabile e ineluttabile. Non era forse possibile informare meglio gli elettori all’estero del possibile pericolo dell’opzione? Perché il ministero degli Interni all’ultimo minuto ha imposto un blocco perentorio del diritto di voto agli «optanti»? Io avevo con me la cedola elettorale olandese, in base alla quale risultava che io non avevo votato, ma non è stata presa in considerazione

“Inaccettabile che a tanti italiani in Olanda e Francia sia stato impedito di votare ai Consolati per le liste italiane. È inaccettabile”, denuncia l’on. Laura Garavini (PD) annunciando un’interrogazione parlamentare in proposito. “Durante il weekend mi sono arrivate diverse segnalazioni di connazionali residenti nei Paesi Bassi e in Francia, tutti iscritti regolarmente all’Anagrafe degli italiani all’estero, a cui non è stato permesso di esercitare il loro diritto di voto per i candidati italiani. Stando ai diretti interessati, ad un elettore su tre non è stato permesso di votare. Il Governo deve far subito chiarezza in questa vicenda”.

Un blogger informava prima delle elezioni: mi permetto di segnalarvi un problema di cui sto cercando di capirci qualcosa, ma a quanto sembra questa volta gli italiani residenti all’estero (Europa) e che in genere votano tramite il Consolato per OGNI votazione,avrebbero dovuto notificare la loro scelta di voto nel paese di residenza prima del 19 Marzo 2009. Se questo verrà mi verrà confermato, e ovvio che nessun elettore di noi all’estero si prenderà la briga di andare a votare nel comune di residenza in cui viene assemblata anche la votazione delle amministrative ( che oramai non ci riguardano più non essendo più residenti ).
Augurandomi che tutto questo verrà smentito, pongo comunque alla vostra gentile attenzione il problema

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3 Commenti a “Quella spina nel fianco chiamata ‘italiani all’estero’”

  1. Ma ti sei letto come é compilata una delle schede
    sull’abrogazione per il prossimo referendum ?
    I rotoli del Mar Morto e le pandette bizantine sono limpidi esempi di chiarezza e concisione a confronto.

    Anche gente con un’educazione media come la mia fa fatica a trovarci capo e coda. Comunque la mia spiegazione all’astensionismo é che all’estero non si sono percepite le europee come vitali per le sorti del governo in Italia. A torto probabilmente. Credo che alle prossime politiche le cose andranno diversamente.

  2. segnalo anche questo: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13515
    e questo: http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=7228
    che spiegano la scarsa affluenza.
    Qui in Olanda i seggi erano più vicini, peccato che però a parecchi sia stato impedito di votare.

  3. [...] un diritto, ma anche un dovere e te che non fai il tuo dovere ti devi vergognare. Tranne se sei un italiano all’estero, ché allora non é colpa [...]

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