Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

24 luglio 2009

Sylvain Dornon – Parigi – Mosca… sui trampoli!

Questo post del sempre ottimo Catrafuse mi ha fatto tornare alla mente la folle sfida di un panettiere delle Landes, Sylvain Dornon, che viaggiò da Parigi a Mosca sui trampoli. Partì il 12 marzo 1891 da Place de la Concorde su trampoli da un metro e venti e arrivò a Mosca il 10 maggio, dopo aver percorso la media ragguardevole di 60 chilometri al giorno, uscendo illeso da cariche di cinghiali, tempeste, strade infami. Il diario della sua impresa si può scaricare qui. L’ho scoperto e tradotto un anno e mezzo fa. Ho provato anche a scrivere un trattamento per il cinema: l’idea era intrigante, purtroppo lo era meno il diario di Dornon.

aggiungi un commento

3 Commenti a “Sylvain Dornon – Parigi – Mosca… sui trampoli!”

  1. Cairols, me só letto sto diario. Un po´fattuale e poco narrativo, peró, e per farne una sceneggiatura da road movie, un po´magro, come ben hai inteso tu.

    Rimane peró la fascination del tipo, di come l’Europa funzionasse (poste, treni telegrafo) e di quanti litri di champagne e vino si é fatto fuori, tra una trampolata e l’altra. Chissá: forse
    qualcosa tra Yol, Sideways e l’Armata Brancaleone ?

    (Se non mi sbaglio una volta si usavano i trampoli anche in Italia, nelle Langhe. Controlleró)

  2. Vada per Sideways e l’Armata Brancaleone, ma Yol coi trampoli del francese e la sua bizzarra impresa che c’entra? :)
    Mi intrigava l’idea, ma poi come hai notato anche tu il diario era poverissimo di episodi, qualcosina di grazioso la si intuiva tra le righe, ma il resto andava tutto inventato ed era una fatica immane. Però un film su Dornon io lo farei. C. Bale sui trampoli. O Scamarcio. Che dici?

  3. Yol perché ci vedo un fondo serio quasi drammatico, l’odio nazionalista, il superamento dello stesso. Il momento particolare della Francia che cedendo a Sedan aveva ceduto i propri denti, scavando su i motivi del tizio, i momenti in cui é solo, nella neve, nella pioggia a tempesta. Un’ansia di fondo ed una certezza di fondo che
    non mancano ma certamente vanno tirate furi con il forcipe, sviluppate. Io ci vedrei bene un Omero Antonutti piú giovane, o qualcuno con un filo di pazzia, di giusta fierezza contadina ma anche di consapevolezza di sé: Bob Hoskins ?

Lascia un commento