Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

27 luglio 2009

Via Achille Tedeschi, enclave dell’inferno

UNIVERSI PARALLELI ED ENCLAVI DELL’INFERNO

Una delle cose che amo di più di Amsterdam è quella splendida anomalia del Begijnhof: cammini lungo Spuistraat, una delle vie più trafficate della città, dove per guadagnare un metro spesso servirebbe uno sfollagente, cammini in mezzo a una babele di turisti, di ristorantini etnici, di gallerie d’arte, di librerie, cammini in mezzo al rumore, alla musica che erompe dai coffee shop, ai didgeridoo soffiati dagli artisti di strada, al jazz improvvisato di minuscole orchestrine e all’improvviso ecco un piccolo portone oltre il quale, come per incanto, i rumori svaniscono, le voci si spengono, un piccolo universo parallelo, ovattato, silenziosissimo. Fuori c’è la folla di Spuistraat con la sua risacca di voci e di suoni, nel cortile del Begijnhof invece distingui a malapena il cinguettio di un uccello. Anche a Roma ci sono universi paralleli così: cortili e piazzette affascinanti come il Begijnhof e altri universi paralleli che di malioso invece non hanno proprio nulla: mefitiche enclavi dell’inferno, avamposti di una miseria e di un degrado haitiano, gli scheletri nell’armadio di troppe giunte – Alemanno, Veltroni, Rutelli. Come via Achille Tedeschi, nel quartiere di Pietralata. Se un giorno si scrivesse una storia del degrado di Roma, non basterebbe un capitolo per liquidare la vergogna di Pietralata. Dagli anni cinquanta agli anni settanta il quartiere è sempre stato in balìa dei capricci del fiume Aniene. Fino agli anni sessanta i centri di aggregazione del quartiere si riducevano a un cinema (l’unico aperto a Pietralata), un mercato, una piazza e la Casa del Popolo. Negli anni settanta il quartiere vantava un tasso di analfabetismo da altopiano etiopico: c’era soltanto una scuola elementare, non esisteva una scuola media né tanto meno una scuola superiore, i maestri erano costretti ai doppi turni e i ragazzi abbandonavano gli studi prima del tempo. Tutto questo Albino Bernardini lo documentò in un libro – ‘Un anno a Pietralata’ – che ispirò a Vittorio De Seta ‘Diario di un maestro’, uno dei film più coraggiosi prodotti dalla Rai. Le cose migliorarono alla fine degli anni settanta con la giunta Petroselli, poi negli anni novanta arrivò la linea B della metropolitana con la fermata Quintiliani.

VIA ACHILLE TEDESCHI FAREBBE ARROSSIRE ANCHE IL SINDACO DI CALCUTTA

A pochi minuti da Quintiliani, c’è proprio via Achille Tedeschi. Giri l’angolo e sei a via Eugenio Torelli Viollier, a Largo Paolo Mattei Gentili con le sue case, i suoi condomini, i suoi negozi: la frutteria, il bar gelateria, il call center, il panificio, il centro fitness, le boutiques. A via Achille Tedeschi invece c’è una scuola che farebbe arrossire persino il sindaco di Calcutta – bambini che giocano a moscacieca in mezzo a siringhe e preservativi usati –

L’entrata della scuola elementare ‘De Ruggiero’ a via Achille Tedeschi

case prive d’acqua, enormi ratti neofobici che hanno fatto rabbrividire anche Micaela Campana, assessore all’ambiente del V Municipio, infestazioni di pulci e di pidocchi, polveri nocive, colonie di gatti randagi, sciami di zanzare tigre da Africa monsonica, accampamenti di rom e di extracomunitari che usano gli spazi adiacenti alle loro roulottes come fogne a cielo aperto.

CASETTE DA SETTE LIRE E GIGANTESCHI TOPI NEOFOBICI

La storia di via Achille Tedeschi comincia esattamente 40 anni fa: grossomodo il giorno in cui Neil Armstrong posò il suo piede sulla luna, sei famiglie ammararono abusivamente in via Tedeschi occupando dei piccoli lotti di terreno che appartenevano a una società immobiliare di Torino, la Valtellina S.P.A. Via Tedeschi, allora, era tutta campagna: orti della domenica e una discarica.

Tra il 1975 e il 1976 le sei famiglie edificarono piccole abitazioni, casette ‘da sette lire’ di mussoliniana memoria, prive di fondamenta, bagni e acqua corrente. In seguito, arrivarono gli allacci alle utenze – tranne l’acqua che solo di recente è fornita ai sei nuclei dal vicino campo sportivo – e negli anni novanta il riconoscimento della residenza da parte del Comune. Negli anni ottanta i terreni vengono acquistati dal Comune di Roma e nel 1990 l’area di via Tedeschi è inserita nel megaprogetto dello S.D.O., il progetto di riqualificazione dell’area est di Roma che prevede la costruzione di sedi di pubblica amministrazione, il campus universitario de ‘La Sapienza’ e dell’Istat e le piscine olimpioniche per i mondiali del 2009.
Dopo anni di chimere e di progetti, un anno e mezzo fa iniziano i lavori.
La zona diventa un immenso cantiere a cielo aperto e per le sei famiglie la vita già precaria e complicata si trasforma subito in un incubo. Dagli scavi per la rete fognaria della Maranella esplode l’emergenza ratti. Alessandro Scermino, che di queste famiglie è il portavoce, mi confida: “Di certi ratti mi sogno ancora di notte le loro bocche”. Me li descrive grandi come faine. “Ne abbiamo trovati un paio anche sul tetto. E la sera li sentiamo grattare i soffitti. Come se ci stessero assediando. Questi non sono topi di campagna, questi li hanno vomitati le fogne. Gli operai scavavano, non richiudevano le buche e loro sono usciti a migliaia, a infestare la nostra terra”. Alessandro e il suo comitato cominciano a bombardare la USL, i vigili urbani, l’assessore Campana perchè intervengano. ‘I vigili si schifano a venire quà. Non s’azzardano a scendere dalle loro auto, stanno chiusi in macchina per ore con l’aria condizionata accesa. La Campana invece ha avuto il coraggio di venire da noi, di sedersi dove adesso sei seduto tu, ma è scappata quasi subito, tormentata dalle zanzare”. Il 4 maggio 2009 in seguito a una relazione dell’USL ma soprattutto a una richiesta d’intervento dell’assessore Campana in cui si denuncia una ’situazione veramente al collasso’ (è bene ricordare che tra le persone dei sei nuclei c’è una donna all’ottavo mese di gravidanza), il presidente del V Municipio Ivano Caradonna autorizza una deratizzazione dell’area che Alessandro commenta amaramente così: “Sono venuti tre volte. Hanno buttato cinquanta, sessanta bustine? Tò, me voglio allargà: cento bustine. Risultato? E’ morto qualche sorcio, ma la sera stessa erano di nuovo lì, a grattarci i soffitti. Più incazzati che mai”.

L’ARIA A VIA ACHILLE TEDESCHI E’ IRRESPIRABILE, PESANTE, HA UN ALITO CATTIVO, COME SE NEL PROFONDO CONSERVASSE IL CADAVERE DI UN ANIMALE O DI UN UOMO

Ma fossero solo i topi. L’aria a via Achille Tedeschi è irrespirabile, pesante, ha un alito cattivo, come se nel profondo conservasse il cadavere di un animale o di un uomo. Non passa giorno che la gente qui non bruci qualcosa, soprattutto immondizia.

Sotto a via Achille Tedeschi c’è una via che per colmo d’ironia hanno chiamata via degli Aromi. Ci passo da una settimana e da una settimana l’unico aroma che il mio olfatto distingue è un acre lezzo di combusto che mi accompagna per tutta la via, annerita da entrambi i lati da roghi e pire di legname. Aggiungeteci poi l’assordante cacofonia che arriva dai cantieri della Stazione Tiburtina. “Lavorano anche di notte – mi informa Alessandro – Se hai il sonno leggero devi metterti i tappi nelle orecchie, sennò non dormi. L’unica consolazione sono le luci delle gru, così potenti che ci illuminano la strada per tutta la notte. Perché qui la notte è un manicomio. Tossici con le siringhe nel braccio, coppiette e prostitute che ti parcheggiano davanti a casa e si comportano come se tu non esistessi – abbiamo un vicino che lavora in ospedale; quando gli tocca il turno di notte e cerca di uscire dal cancello, scoppia sempre qualche lite – e poi mettici il clangore dei cantieri, i ratti che grattano. E poi mettici la mattina che ti devi armare di scopa e di paletta e raccogliere le siringhe e i preservativi. E se ti lamenti coi vigili ti rispondono che questa strada non esiste, però la tassa della nettezza urbana arriva puntuale, eccome se arriva, 120 euro all’anno. Il Comune incassa, però la strada la puliamo noi”.

UNA BIBLICA INFESTAZIONE DI PULCI

Dell’ultima recentissima disavventura ne sono stato testimone: una biblica infestazione di pulci. Il fratello di Alessandro, Massimiliano, abita in una casetta che confina con un terreno in cui sono accampati dei sudamericani: quando ho provato a fotografarlo, ho visto una roulotte fatiscente, due baracche appoggiate l’una all’altra come per reggere alla fragilità delle fondamenta, una colonia di gatti randagi che contendeva avanzi di cibo irrancidito ai ratti, una buca profonda 50/60 centimetri in cui galleggiavano escrementi e urina. Quando i sudamericani dovevano andare di corpo, appoggiavano sopra alla buca una sedia dal piano sfondato.

L’accampamento dei sudamericani prima della bonifica

La toilette di fortuna

Di giorno i sudamericani erano in due, al massimo in tre, di notte si moltiplicavano: dieci, venti, a volte anche trenta, ogni sera aprivano il loro accampamento ad altri sbandati che non sapevano dove passare la notte. L’afrore che arriva da quell’accampamento è pestilenziale. Una mattina Massimiliano e la sua compagna si svegliano in preda a un fortissimo prurito. Accendono le luci e scoprono inorriditi d’avere gambe e braccia formicolanti di pulci. Le pulci sono ovunque: anneriscono le pareti, brulicano a chiazze sui tavoli, arabescano il divano e le poltrone. Massimiliano e la sua compagna sono costretti a scappare e a chiedere ospitalità al fratello Alessandro. Poi Massimiliano denuncia l’accaduto e questa volta interviene un nucleo N.A.E. della Polizia Municipale a sgomberare l’insediamento e a bonificare l’area. L’operazione verrà effettuata in modo caotico e improvvisato. I peruviani vengono buttati giù dal letto nelle prime ore del mattino, ma la vigilessa che li fa allontanare non chiede loro nemmeno un documento – in compenso, si altererà perché i fratelli Scermino girano per l’accampamento con una macchina fotografica che secondo lei intralcia il suo ’solerte’ intervento. La bonifica è una comica che per poco non rischia di trasformarsi in una tragedia: nell’abbattere la roulotte, la ruspa buca una bombola del gas. Appena l’operaio se ne accorge salta giù dalla ruspa e corre a ripararsi insieme ai vigili dall’altro lato della strada. Agli Scermino, allarmati, ripete che non c’è nulla da temere: “Tranquilli, butta fuori solo aria”. Però, per cinque minuti, l’operaio non si muove da lì, teso, nervosissimo, come se aspettasse un’esplosione da un momento all’altro. La beffa si consuma con l’arrivo dei camion. Caricano l’immondizia, scompaiono e riappaiono qualche minuto dopo. Scermino non crede ai suoi occhi, così chiede informazioni a uno degli autisti. E cosa scopre? che l’immondizia da via Achille Tedeschi è stata portata a via Achille Tedeschi, e cioè a soli 500 metri dal luogo della bonifica, ammassata – come si può vedere in queste foto – in un deposito – l’ex autosalone Giocher – così che gli abitanti dei condomini vicini possano respirarne i miasmi.

Tre anni fa i sei nuclei familiari di via Achille Tedeschi fecero richiesta per trasferirsi in case popolari – i Nicoscia, i primi ad avere occupato via Achille Tedeschi, la domanda la inoltrarono addirittura vent’anni fa. Poi, con l’apertura dei cantieri, le famiglie vennero espropriate per pubblica utilità – viabilità alle piscine e alla rete fognaria. Il Comune si accordò con loro: le famiglie avrebbero lasciato via Achille Tedeschi nell’ottobre del 2008, in cambio avrebbero ottenuto le case richieste. Ma come quasi sempre accade quando il Comune di Roma ha a che fare con un’emergenza abitativa, l’accordo non è stato rispettato. Sei mesi fa alle famiglie di via Achille Tedeschi sono stati proposti dei residences. Giustamente le famiglie hanno rifiutato. La precarietà non si risolve con altra precarietà. Così le sei famiglie continuano la loro battaglia solitaria contro l’indifferenza vergognosa di questo Comune e dei media

aggiungi un commento

11 Commenti a “Via Achille Tedeschi, enclave dell’inferno”

  1. IL COMITATO MONTITIBURTINI A NOME DI TUTTI RINGRAZIA CHI OGGI HA MANIFESTATO SOLIDARIETA’ PER QUESTE SEI FAMIGLIE .GRAZIE LORENZO .

  2. Sì, beh, però abbiamo fatto i mondiali di nuoto, vuoi mettere?

  3. a flavio che c… me ne frega a me dei mondiali di nuoto quando leggendo si sentono in bisogno queste famiglie italiane di una loro dignità, i mondiali di nuoto non è altro che business!!!

  4. Alessio:
    Il commento di Flavio era ironico.

    Flavio:
    La prossima volta usa gli emoticon, perché qui c’è un casino di gente che ti ha preso sul serio :)

  5. la prossima volta mettero’ anche il file audio con le risate di sottofondo, come alle conferenze stampa del Banana, quando fa le battutone sulle zoccole e i vari zerbini del duce si sdraiano per terra dal ridere.

    :-)

  6. i mondiali??? ma lo sai quanto ci e’ costato fare i mondiali….be’ le piscine con i loro progetti fermi e paghiamo il privato altrimenti neanche li potevamo fare!!! piscine pagate dal popolo che un domani saranno sicuramente destinate a privati SVEGLIA GENTE !!! E SE QUESTI SONO I PROBLEMI DI ROMA BE’ A FAN….I MONDIALI SE DIETRO C’E’ GENTE CHE SOFFRE..NON TROVATE??

  7. NON HO VERAMENTE PAROLE DOPO AVER LETTO TUTTO QUESTO….MI DA UN’INFINITA TRISTEZZA QUI NON C’è RISPETTO NEANCHE PER I BAMBINI E SI PARLA TANTO DEL RISPETTO E DELL’ AMBIENTE, SE NON SI MUOVE CHI è DI COMPETENZA…..E PARLANO TANTO!! DEVONO TIRAR SU LE MANICHE!!!!! SONO DISPIACIUTA!(SONO UNA MAMMA E SONO PER I COMPORTAMENTI CORRETTI)

  8. SOTTRATTI DALLA NOSTRA QUOTIDIANETA’:

    I cittadini di via Achille Tedeschi che denunciano da anni il loro stato di abbandono nonostante la gravità di mancanza di igiene sanitaria dove e’ intervenuta anche l’assessore Campana oltre alla mancanza di acqua nelle loro umili abitazioni, in data 16/09/2009 convocati presso l’ufficio Politiche Abitative per l’assegnazione della casa popolare , soltanto perche’ i lavori del mega progetto SDO e della stazione Tiburtina sono arrivati alle nostre porte, e costretti ormai allo sgombro si decidono all’assegnazione delle case dopo anni di lotta ci vediamo costretti ad accetttare l’assegnazione della casa popolare all’estrema periferia del Comune di Roma nello splendore del degrado più assoluto in Via dell’Archeologia e addirittura un nucleo famigliare ,forse il piu antipatico ,ai confini di Roma a San Vittorino praticamente fuori città e a due passi dal cimitero, non contenti ma costretti ad accettare le loro offerte assurde altrimenti ci dicono che non abbiamo piu diritto ad alcuna assegnazione se si rifiuta, il COMITATO MONTITIBURTINI torna a denunciare la mancanza di rapporto di dialogo con le istituzioni che manifestano un comportamento inappropriato e a volte ne fanno una questione personale, facendola pagare con i mezzi di potere che mette a disposizione il comune di Roma .
    Le famiglie di via Achille Tedeschi cominciano a pensare che gli esponenti del Comune di Roma nelle persone dei dottori MARRA / VIGGIANO / ANTONIOZZI abbiano pensato di punirci così ,visto le numerose pubblicazioni da parte del Comitato di Quartiere Monti Tiburtini che tempestano le pagine internet per un loro mancato diritto ,e la loro problematica finita sul quotidiano “LA STAMPA” dove tutto oggi una mega intervista propio di chi e’ stato sbattuto a san Vittorino come assegnazione punitiva ,naviga nelle pagine internet .

    I personaggi di questa giunta purtroppo ci lasciano ancora una volta senza parole …visto che nei numerosissimi colloqui telefonici ci hanno sempre rassicurato di stare tranquilli che avrebbero destinati degli alloggi in zone limitrofe in modo di farci tra virgolette restare sempre in zona .

    Carissimi dove sono finite le case a centocelle vecchia in via Fontechiari che erano destinate a noi di Pietralata ???
    COMITATO DI QUARTIERE MONTITIBURTINI
    IL PRESIDENTE

  9. A dir poco vergognoso ……….. caro sindaco di Roma Alemanno

    Il 29 settembre 2009 il vice presidente dello scrivente comitato MONTITIBURTINI ha chiamato il dott. CLAUDIO CORBOLOTTI staff del sindaco Alemanno al cellulare , sotto richiesta del dot Lucarelli il quale nei giorni precedenti mi ha comunicato in una mia chiamata che aveva risolto tutto (in riguardo alle assegnazioni delle case popolari delle famiglie di VIA ACHILLE TEDESCHI)e parlato con gli uffici politiche abitative e di chiamare CORBOLTII, questa mattina 29 settembre 2009 alle ore 12.50 chiamo CLAUDIO CORBOLOTTI il quale domandavo se ci fossero novità visto che avevo parlato precedentemente con la sig.ra IORIO ufficio assegnazione casa la quale mi aveva detto che a lei ancora non era arrivata nessuna comunicazione in riguardo alla destinazione dell’assegnazione della casa popolare lontanissima dal nostro quartiere lui mi risponde urlando ” MI AVETE ROTTO ER CAZZO VENTIMILA TELEFONATE IO SO DE STRADA COME VOI” Io sorpreso della sua risposta e non capendolo della sua reazione cosi’ aggressiva , rispondo “SCUSA CE L’HAI CON ME ??” E LUI “SI SI CON VOI TUTTI MI AVETE PROPRIO ROTTO ER CAZZO IO CIO DA FA TREMILA CAZZI ANZI FATEME ER CAZZO DEL FAVORE NON MI CHIAMATE PIU ” io a quel punto rimango senza parole di tale atteggiamento e di tale risposte dicendo che avrei comunicato di tale atteggiamento nella telefonata al dott. LUCARELLI visto che e’ stato lui che mi aveva detto di chiamarlo, salutandolo “CIAO CIAO ” e chiudiamo la conversazione. alle 12.54 ho provato a chiamare il dott LUCARELLI per comunicare il comportamento di CORBOLOTTI ma non mi ha risposto e ho chiamato il dott. VISCONTI il quale ho raccontato della telefonata e scherzosamente mi risponde “allora io che devo dire io che il mio telefono e’ un continuo squillare ridendo…” anche lui senza parole per tale atteggiamento maleducato nei confronti di un cittadino e mi dice rimaniamo daccordo che per l’ennesima volta chiedo un incontro al dot VIGGIANO .Alle 13.20 finalmente il dott. LUCARELLI mi ha risposto il quale stavo per raccontare la vicenda del dott. CORBOLOTTI ,che mi ha risposto in modo maleducato e scocciato, e lui mi ha risposto di mettere nero su bianco e che non ci avrebbe più voluto sentire, strillando al telefono e agganciandomi il telefono in faccia come suo solito fare .
    CARO ALEMANNO QUESTA E’ L’ENNESIMA VOLTA CHE IL SUO STAFF CI AGGREDISCE CON PAROLI FORTI E CON UN ATTEGGIAMENTO POCO PROFESSIONALE E DÌ MANCATO RISPETTO NELLA MIA PERSONA E COME CITTADINO NON POSSO ESSERE CHE DELUSO .

  10. Alla c.a Sindaco Alemanno
    p.c. staff del sindaco Lucarelli
    c.a. direttore politiche abitative dott.Marra – dirigente dott.Viggiano
    c.a. Ivano Caradonna Presidente V municipio
    anticipo via email p.c. a tutti gli indirizzi

    E’ SEGNO DISPREGIATIVO NEI CONFRONTI DÌ CITTADINI ONESTI CHE CHIEDONO UN LORO DIRITTO CHE IL DOTT.MARRA NELL’INCONTRO DEL 01/10/2009
    Esclama così :

    “SE FOSSE STATO PER ME NON VI AVREI ASSEGNATO NEANCHE UNA BARACCA “

    E’ EVIDENTE LONTANO UN MIGLIO, CHE LE DESTINAZIONI “PUNITIVE” DELL’ L’ASSEGNAZIONI DELLE CASE POPOLARI AL COMITATO MONTITIBURTINI IN ZONE LONTANE DAL LORO MUNICIPIO DÌ APPARTENENZA E’ SEGNO DÌ UN ANTIPATIA PERSONALE NEI CONFRONTI DÌ CHI DA ANNI DENUNCIA LA MANCATA SOLUZIONE DEL PROBLEMA.

    in data 01/10/2009 il comitato di quartiere monti tiburtini si presentava dietro convocazione negli uffici delle politiche abitative dove ad attenderci c’era “l’esercito italiano” comandato dal “Colonnello” Dott. RAFFAELE MARRA Direttore dell’ufficio Politiche, ha dimostrarci il suo benvenuto dopo un attesa di oltre 30 minuti prevenendo così qualsiasi disagio nel suo ufficio; Quasi meravigliati del varcare il primo scalino siamo stati invitati immediatamente ad attendere nella sala di attesa (N.B. LUOGO DOVE C’è STATO L’INCONTRO). Assediati dagli agenti della Polizia Giudiziaria e Polizia Municipale come da veri criminali, da un angolo del corridoio ecco sbucare i due “BRAVI” con le loro giacche e cravatte firmate con un eleganza quasi da divi, il Dott. MARRA RAFFAELE e il Dott. VIGGIANO GIANLUCA. I loro aspetti con aria autoritaria era del tutto un programma!!!
    Ma veniamo al dunque. Dopo il batti e ribatti per un assegnazione ai confini del comune di Roma e di due assegnazioni nell’estrema periferia dove i quotidiani sono pronti all’ordine del giorno, chiedendo spiegazione in riguardo visto che la prima assegnazione fallita per colpa dei loro uffici ,(non è stata sgomberata come prevede la legge), la situazione rimaneva invariata se nonché all’assegnazione fallita gli è stato riproposto un altro appartamento, e gli altri due assegnatari dovevano ringraziare oltretutto di aver percepito una casa, quella che ad oggi non l’abbiamo ancora avuta ; Motivo della Rappresentativa del Cdq Monti Tiburtini e del breve colloquio??? lo sanno soltanto loro,ancora perdite di tempo. Fatto sta che il Direttore Marra ed il Dirigente Viggiano dell’ufficio politiche abitative non hanno risolto nessun problema anzi demeritandoci di aver avuto un assegnazione legittima, ma se fosse stato per il direttore delle politiche abitative dott. MARRA non ci avrebbe assegnato neanche una baracca, chiudendo il discorso come nei libri di un giallo che persiste ancora nei nostri confronti!!!
    Da mesi chiediamo che si faccia una mappatura sul Municipio V per individuare alloggi di risulta da destinare alle famiglie di via Achille Tedeschi ma ancora una volta la nostra richiesta viene ignorata .
    IL COMITATO MONTITIBURTINI CONTINUA LA SUA LOTTA ATTIVANDO ANCHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE VISTO CHE ABBIAMO RICEVUTO ANCHE INSULTI DALLO STAFF DÌ ALEMANNO NELLA PERSONA DEL DOTT.CORBOLOTTI IL QUALE HA UNA CHIAMATA DA PARTE DEL VICEPRESIDENTE DELLO SCRIVENTE COMITATO AL SUO CELLULARE CI RISPONDEVA
    “MI AVETE ROTTO ER CAZZO” .
    DOVE AD OGGI NONOSTANTE ABBIAMO INOLTRATO UNA LETTERA AL SINDACO ALEMANNO IL QUALE SI PORTA A CONOSCENZA ATTEGGIAMENTI VESSATORI OLTRETUTTO MALEDUCATI NEI CONFRONTI DEL CITTADINO , NON ABBIAMO RICEVUTO NEANCHE SCUSE DÌ TALE COMPORTAMENTO ILLEGGITTIMO DEL CORBOLOTTI, NONOSTANTE LA SEGRETERIA NELLA PERSONA DEL DOTT. LUCARELLI E’ HA CONOSCENZA .
    DISTINTI SALUTI.
    cdqmontitiburtini@live.it

  11. I ROMANI FUORI ROMA
    VIA FONTECHIARI
    LE NOSTRE CASE !!!

    ALEMANNO PERCHE’ DOPO CHE ERA STATO PROMESSO GLI ALLOGGI HA CENTOCELLE CI DEPORTANO IN QUARTIERI ALL’ESTREMA PERIFERIA DÌ ROMA??
    PER UN NUCLEO ADDIRITTURA UN ALLOGGIO INABITABILE HA SAN VITTORINO ULTIMO PAESE CHE FA PROVINCIA DEL COMUNE DÌ ROMA ??
    QUESTO TRATTAMENTO PER I CITTADINI DÌ VIA ACHILLE TEDESCHI DA PARTE DELLE POLITICHE ABITATIVE COME LO CHIAMA LEI???

    SOPRUSO CONTRO I PIU DEBOLI !!!
    ECCO COSA E’….

    IL NOSTRO MALESSERE QUOTIDIANO CAUSATO DA I VOSTRI UFFICI E DOVE NEANCHE IL CAPO DÌ SEGRETERIA NELLA PERSONA DEL DOTT. LUCARELLI METTE FINE A QUESTO TRATTAMENTO, DOVE NE E’ STATO ANCHE TESTIMONE DÌ TALE ATTEGGIAMENTI ANCHE VESSATORI DA PARTE DEL DIRETTORE DELLE POLITICHE ABITATIVE, NELL’INCONTRO DEL GIORNO 25/01/2010 , DOVE A TUTTO OGGI ATTENDIAMO ANCORA IL VERBALE DELL’INCONTRO CONVOCATO DA LUI C/O IL CAMPIDOGLIO , DOVE SI E’ DISCUSSO DEL CAMBIO ALLOGGIO DÌ SAN VITTORINO, DOVE NON E’ STATO POSSIBILE A DIR LORO FARLO AL MOMENTO PERCHE’ DOVEVA ESSERE PROTOCOLLATO E RICHIEDEVA TROPPO TEMPO DA DEDICARE AL CITTADINO CHE A TUTTO OGGI LOTTA PER RISOLVERE LA PROBLEMATICA DELLE FAMIGLIE ESPROPRIATE PER PUBBLICA UTILITA’ PER I PROGETTI SDO PIETRALATA CHE VIVONO SENZA UNA PROPRIA DIGNITA’ (ad es.L’ACQUA)OLTRE IL COLLASSO IGIENICO SANITARIO CAUSATO DA I CANTIERI CIRCOSTANTI ALLE NOSTRE ABITAZIONI.

    CHIEDIAMO SOLO DÌ POTER AVERE IL NOSTRO DIRITTO E METTERE FINE A QUESTO CALVARIO CHE SI STA TRASCINANDO DA PIU MESI!!!
    TI ABBIAMO VOTATO PERCHE’ CREDIAMO IN LEI !!!
    MA IL SUO CONTORNO MASCHERANDO LE PROBLEMATICHE REALI CI STA TOGLIENDO QUELLA CREDIBILITA CHE TUTTI I CITTADINI LE HANNO DATO PER FAR SI CHE LEI GUIDASSE LA NOSTRA ROMA CAPITALE .

    GLI ABITANTI DÌ VIA ACHILLE TEDESCHI .
    EMAIL:CDQMONTITIBURTINI@LIVE.IT

Lascia un commento