Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

12 settembre 2009

‘Il Messaggero’ è una palude di fango? E noi la bonifichiamo!

Da quando il Regina Elena è stato sgomberato un blackout mediatico oscura la nostra lotta. Immaginatevi un gigantesco muro di gomma che di metaforico ha poco o nulla che non ci permette più di informare ‘gli altri’.
Qualunque cosa adesso Action o i movimenti per la casa facciano rimane strozzato ai margini della notizia. Persino la protesta sui tetti dei Musei Capitolini è stata seguita dai media con una fiacca sospetta.

Ieri c’è stata la manifestazione di cui avevo anticipitato e ‘Repubblica’ – non ‘Il Tempo’ del palazzinaro verace Bonifaci o il ‘Messaggero’ di Caltagirone – ha visto in strada solamente 200 dimostranti. Ora, nessuno di noi ha mai promesso che questa sarebbe stata la madre di tutte le manifestazioni, ma scrivere che ieri hanno manifestato solo in 200, oltrechè falso è una di quelle cretinate che ti aspetteresti da uno che si autoproclama il miglior premier degli ultimi 150 anni, non dal quotidiano che gli combatte contro. In più mettetici la curiosa latitanza de ‘Il Manifesto’ che in questi giorni scrive di tutto e di più – Wenders che gira un documentario sui migranti curdi, tempeste di fuoco in Medio Oriente, fondi tagliati per ‘Anno zero’ – ma che clamorosamente ignora quello che gli accade intorno, quasi che all’improvviso l’emergenza abitativa, gli sgomberi, i mille martiri del Regina Elena, ammassati come bestiame in covi di blatte che qualcuno ha avuto l’indecenza di definire residences, siano temi di scarso appeal per la testata. ‘In fondo per noi – ci risponde qualche giornalista – il Regina Elena è solo cronaca locale“.

Mille persone che si svegliano la mattina e si trovano assediate da uno dei più vasti spiegamenti di polizia visti a Roma negli ultimi anni e che vengono deportate in centri di prima accoglienza infami dopo che gli sono stati promessi residence con due stanze e un bagno, non è solo cronaca locale. Due quotidiani come il Tempo e il Messaggero che all’improvviso cominciano a sparare a zero contro le occupazioni a colpi di paginoni e reportages bugiardi, non è solo cronaca locale
Decine di persone che per giorni protestano e bivaccano sul tetto dei Musei Capitolini sotto gli occhi dei turisti di mezzo mondo, non è solo cronaca locale. Se dei sans papiers avessero fatto la stessa cosa, se si fossero arrampicati sull”Hôtel de Ville di Parigi, le redazioni dei nostri giornali come si sarebbero comportate? ‘Il Manifesto’ ‘Repubblica’ ‘La Stampa’ avrebbero usato lo stesso metro? Solo cronaca locale? Certo che no.

Così ieri sera, abbiamo ‘assediato’ uno dei due quotidiani che da giorni ci copre di fango. Per avere sacrosanto diritto di replica.

P.S.
A proposito di finti giornalisti, di reportages bugiardi e di inchieste buone solo per diffamare chi cerca di sopravvivere in questa città infame, segnalo l’ultima vile bravata de ‘Il Tempo’ che oggi racconta gli occupanti addestrati alla guerriglia urbana (il mio dossier sui cronisti romani venduti si arricchisce di un’altra perla imprescindibile: “Immigrati e senzacasa devono anche dimostrare di «saperci fare» e per questo si devono «allenare», con lezioni e orari imposti, anche questo è il prezzo di una casa”. Ora: l’idea di un senza casa che si allena nemmeno fosse la reincarnazione di Andreas Baader nei campi d’addestramento dell’OLP, è un delirio quasi quanto la volpe parlante nell’Antichrist di Von Trier.
Per la cronaca, nessuno ha avuto il coraggio di firmare il pezzo la velina

P.S.S.
Le foto sono del solito bravissimo Giordano.

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6 Commenti a “‘Il Messaggero’ è una palude di fango? E noi la bonifichiamo!”

  1. Oramai per sapere le vere notizie bisogna guardare i tg europei che nella politica estera fanno lunghi resoconti di ciò che vvine in italia.Abbiamo le tv,i giornali,e tutti gli altri modi di informazione silviodipendenti.tra poco non faranno neppure mettere le pubblicazioni di matrimonio nelle bacheche dei comuni.La gente deve solo guardare programmi demenziali con ragazze seminude in programmi senza nessun segno di cultura.Speriamo che questo governo o almeno chi è il capo,di dimetta o ci pendi il buon dio a farlo dimettere (non per morte che non si augura a nessuno),ma per motivi di salute mentale.

  2. E’ da stronzi pretendere che, dopo oltre un ventennio di amministrazione comunista dove tutto è stato distrutto e rubato, oggi, dopo un anno di Alemanno si pretenda che tutto torni a posto.
    I comunisti di merda che votavano Rutelli e Veltroni, si assumano le loro colpe, non vedevano niente?
    Saluti……………..

  3. non è solo cattivo ‘giornalettismo’
    che il Manifesto vi abbia ignorati e invece dia ampio spazio ai igranti parla chiaro.
    LA SINISTRA SE NE FREGA DEGLI ITALIANI IN DIFFICOLTA’.
    per loro non contate un cazzo. uno straniero conta dieci italiani.
    rifletteteci.

  4. Se la snistra ignora gli italiani,noto con piacere che la destra reagla soldi a ghedafi enon spiccioli,Credi che con quella cifra si poteva fare qualcosa per aiutare i + bisognosi?Ma forse se non dava quei soldi,non aveva il benestare per la tv satellitare,Scusa non avevo notato questo aprticolare,vuoi mettere che adesso ha anche la tv satellitare araba,solo che quei soldi erano dellos tato italiano e con quelli non si fa i belli per interesse privato.

  5. IL NOSTRO CARO PREMIER CI INZOZZA TUTTI I GIORNI CI RENDE RIDICOLI DAVANTI AL MONDO CI FA PASSARE X CO……. MA INTANTO NOI COSA FACCIAMO, SE LUI è ANCORA AL GOVERNO è SOLO COLPA DEGLI ITALINI CHE PENSANO CHE LUI SIA IL SALVATORE L’UNICA COSA CHE VUOLE SALVRE è IL SUO C…. DALLA GALERA E QUINDI TAPPA LA BOCCA A TUTTI QUELLI CHE RACCONTANO LA VERITà SU DI LUI E SUI SUI COMPARI

  6. [...] Usata e abusata è divenuta il fine e non più il mezzo, cancellata mediaticamente in tutti i casi in cui non è stramba o con numeri che non possono essere ignorati e per rimediare gli organizzatori gonfiano ogni oltre limite, sparando cifre improbabili o provano a fare notizia in altro modo. Manifestazioni importanti, ma dai numeri non gonfiati, vengono così oscurate anche sui giornali presunti di "sinistra" (vedi le manifestazioni del movimento per la casa romano, raccontata su internet dal solo Lorenzo Cai…). [...]

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