Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

9 ottobre 2009

Intrigo a Stoccolma

Se non è ‘Intrigo a Stoccolma’, poco ci manca. I cinesi, con quella tigna un po’ fanatica che hanno quando si intestardiscono, si sono convinti che in Svezia esista una città mitica e segreta, una specie di Eldoradsson, fondata da una ricca vedova agli inizi del 1800 nei boschi della Scandinavia settentrionale. C’è chi la chiama Shakebao o Chako Paul City, due nomi che di scandinavo non hanno nulla e che stanno alla Svezia come Gasparri sta al tip tap. L’agenzia stampa Xinhua che a fanatismo non è seconda a nessuno, rincara la dose informando che ci vivrebbero più di 25mila donne (gli uomini a Chako Paul City sono graditi come cani in chiesa e messi alla porta da bionde e tostissime sentinelle, carrozzate come le eroine di Frank Miller). Altre fonti assicurano che la città sarebbe presidiata da un imponente castello e che le amazzoni di Chako Paul City siano delle lesbiche prodigiose – sorvolo sui particolari che farebbero arrossire anche Rocco Siffredi. Ma gli svedesi cadono dalle nuvole. “In questo paese arriviamo a 9 milioni giusto per il rotto della cuffia – spiega Claes Bertilson, portavoce degli enti turistici del nord – Mi spiegate come fa una città di 25 mila abitanti a restare segreta in Svezia per più di 150 anni?”. Intanto però, le agenzie turistiche cinesi sono assediate da migliaia di richieste dei fans di Chako Paul City.

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3 Commenti a “Intrigo a Stoccolma”

  1. Meraviglioso! Trovato il luogo ideale per l’esilio del predelcons! Vediamo se riesce prima lui a convertirle al sesso tantrico di cui lui è maestro o loro a farne brandelli, alla “Sin City”.

  2. Lui, sarebbe l’ultimo che farebbero entrare.
    Lo sapevi che una delle sentinelle è Ingrid Bindisson, nipote di RosyPiùbellacheintelligente?

  3. Si, quella che padroneggia il coltello di Liston, dici?

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