Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

27 ottobre 2009

Tutto in Sudafrica è orrore puro

Mancano 227 giorni al fischio d’inizio dei Mondiali di calcio in Sudafrica. E l’emergenza stupri, non si placa, con le statistiche che ahimè conosciamo, matematica dell’orrore puro. E se nel dicembre del 2007 raccontavo inorridito di un paese in cui ogni 23 secondi una donna veniva stuprata, oggi è addirittura peggio, uno stupro ogni 17 secondi, a dispetto del Mondiale imminente e di qualsiasi tentativo di prevenzione e di deterrenza. Gallup, uno dei più importanti pollster americani, ha condotto un sondaggio in Sudafrica tra marzo e aprile di quest’anno. Alla domanda: “In your opinion, is rape a major problem in this country?” il 97% dei sudafricani ha risposto ’sì’. Per 6 sudafricani su 10, la pena più efficace contro gli stupratori è il carcere. Le donne sarebbero più favorevoli alla pena di morte, gli uomini alla castrazione chimica. Gallup ha anche chiesto ’se uno stupro cambia la vita di chi lo subisce’. L’84% delle donne intervistate ha risposto affermativamente, sottolineando l’irreversibilità del trauma. Della stessa opinione anche gli uomini, in una percentuale leggermente inferiore – il 79%. E’ bene ricordare che alla base di questa escalation di stupri in Sudafrica, c’è la credenza, sempre più diffusa, che violentando una vergine si guarisca dall’Hiv. Parliamo di un paese dove ci sono più sieropositivi che militari (6 milioni, non troverete niente di simile su tutta la terra).

Non c’entra nulla con gli stupri, ma è una notizia che ho letto appena cinque minuti fa sul ‘Sowetan’ e che volevo condividere con voi. Stranezze (e aberrazioni) del Sudafrica di oggi. In homepage, tiene banco una soap-opera che da settimane appassiona i telespettatori sudafricani. Nell’ultima puntata, la protagonista, la bella attrice Sara Ngubeni, scopre che suo marito è sterile, così, colpo di scena, decide di affrontare una gravidanza artificiale. E a chi chiede lo sperma? A suo padre! Contro gli sceneggiatori della soap è subito insorto l’African Cultural Heritage Trust. “Una donna africana non farebbe mai una cosa del genere – ha ricordato Qhuzulini Sithole, il direttore dell’African Cultural Heritage Trust – è un tabù, è la madre di tutte le deviazioni e oltretutto correrebbe il rischio di generare un figlio disabile”. E allora, che cosa dovrebbe fare secondo l’eminente Sithole? “Chiedere lo sperma a suo fratello, secondo la pratica del umuzi ukuqinisa”. Inquietante paese il Sudafrica di oggi, dove anche le pratiche tribali sono orrore puro.

© Lorenzo Cairoli

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Un Commento a “Tutto in Sudafrica è orrore puro”

  1. mi sa che la storia della soap opera l’hai tradotta male, non si capisce bene se il padre sia di lui o di lei, mentre nell’articolo dice chiaramente che è il suocero. Con questa confusione di base non si capisce neanche bene il discorso del figlio disabile che qui sembra che nascerebbe perchè nato da un incesto mentre nell’articolo dice che nascerebbe perchè farebbe arrabiare gli spiriti ancestrali.
    credo che il senso dell’articolo sia proprio quello di far risaltare il contrasto tra una soluzione sensata (lo sperma del suocero assicura la varietà dei geni e il figlio sarebbe comunque geneticamente legato al marito della madre) con quella assurda di far donare lo sperma al fratello. (poi magari ho capito male io e il fratello è dello sposo, soluzione alquanto simile alla morale cattolica.)

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