Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

9 novembre 2009

Neonatopoli, l’altra faccia di Cindia

‘Times of India’ denuncia oggi ‘neonatopoli’, uno scandalo che fa quasi passare in secondo piano gli orrori degli ospedali di maternità sovietici. I reparti di ostetricia degli ospedali indiani si comporterebbero come cupole mafiose. Tua moglie ha partorito e rivuole indietro suo figlio? Paga gli extra (leggi: pizzi) pretesi dal personale e il bimbo le verrà riconsegnato. In caso contrario, il neonato sarà trattenuto in reparto. Atroce.

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Un Commento a “Neonatopoli, l’altra faccia di Cindia”

  1. Ho lavorato in India prima di trasferirmi in Brasile e sono d’accordo con te. Allucinante. Ma non è solo questo. Il sistema di caste è ancora vivo, vegeto e attivo. Gli indiani sono classisti e razzisti, amano solo gli inglesi e li amano alla follia. La democrazia sanno cos’è ma la applicano a piacimento, vedi il caso di Sonia Ghandi quando fu eletta anni fa che dovette cedere il posto a un uomo Manmohan Singh che divenne primo ministro. E le donne sono ancora una maledizione per via della cospicua dote che la famiglia deve garantire quando si sposerà con un marito di pari casta magari trovato grazie al Times of India.
    Insomma è un paese emergente dal punto di vista economico ma sicuramente arretrato da quello sociale.

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