Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

20 novembre 2009

Qualcuno mi salvi! Papà è un glottoteta furioso!

Da tre giorni la notizia più letta sul ‘Minnesota Daily’ è la nascita di un dizionario klingoniano. C’è anche un software per tradure il klingon in tutte le altre lingue ma a voler essere pignoli la storia di un dizionario Klingon è uno scoop di seconda mano. Marc Okrand il glottoteta a cui la Paramount commissionò la creazione di questa lingua aliena per ‘Star Trek’ aveva già pubblicato un dizionario simile – in Italia edito da Fanucci. La notizia vera, il notizione, è che il curatore del nuovo dizionario è un linguista, e soprattutto un padre, dalla didattica sconcertante. Pare che per testare le sue teorie sulla glossopoiesi abbia parlato a suo figlio solo in klingon, dalla nascita fino al suo terzo anno d’età. Però se gli danno del trekker fanatico, si inalbera. “Non vado alle convention con gli altri fans, non mi travesto. Ad Halloween non cucino finti carpacci di cuore di Targh. Sono solo un linguista.”.

Smettete di scrivermi e-mail chiedendo se l’uomo nella foto è Galeazzi.

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Un Commento a “Qualcuno mi salvi! Papà è un glottoteta furioso!”

  1. Mi ricorda un vecchio libro di Paul Auster (Città di vetro, in Trilogia di New York)… Alla vittima andò peggio, però: se non erro il padre, più che linguista fanatico religioso, lo rinchiuse in una stanza buia per tutta l’infanzia, sperando che in questo modo, privo di influenze esterne e alla faccia di Babele, avrebbe riscoperto il linguaggio dell’innocenza e, forse, del divino…

    Da vedere se è meglio un deficiente che non parla più o uno che almeno parla in Klingon…

    E, comunque, il figlio, otto anni, di alcuni conoscenti rampanti ha problemi con l’italiano e con la figura dei genitori, ma parla il filippino da Dio…

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