Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

8 dicembre 2009

Emergenza asili – Fai prima a scoprire chi ha ucciso Ilaria Alpi che non a vedere tua figlia iscritta in un asilo

Con tutto il rispetto per i crocefissi, i minareti, le omelie di Tettamanzi, gli anatemi della ‘Padania’, i lodi bis, i processi abbreviati, le scuse tardive (e sospette) di Feltri a Boffo, in questo paese sgovernato da troppo tempo ci sono cose di cui non si parla mai e che pure contano cento volte più dello sfratto di un qualsiasi crocefisso dall’aula di una scuola. Gli asili nido, per esempio. Dovrebbero dar respiro alle famiglie in difficoltà, ma che respiro danno se trovare un posto in un asilo nido è diventata un’impresa? Fai prima a scoprire chi ha ucciso Ilaria Alpi che non a vedere tua figlia iscritta in un asilo. Dovrebbero venire incontro ai genitori che lavorano – quelle misure di flessibilità di cui avrebbero sacrosanto diritto e di cui i politici si riempiono la bocca ogni volta che ci sono voti da rastrellare – e invece non fanno che amplificare la loro rabbia, perchè alla fine si ritrovano con un bimbo che non sanno a chi affidare, con una situazione familiare sempre più aggrovigliata e una situazione lavorativa sempre più tesa e impraticabile. Alla faccia dei vaucher e delle tagermutter della Carfagna – sempre esperimenti, mai soluzioni – e dei nidi presso le amministrazioni pubbliche voluti da Brunetta – un provvedimento privo di conseguenze nell’immediato, che forse darà dei frutti fra una decina d’anni sempre che funzioni il progetto complessivo su cui ha scommesso questo governo. Nel 2006, dopo trent’anni di latitanza dello Stato, si sperò finalmente che il piano nidi di Rosy Bindi migliorasse le cose. Ma la lentezza attuativa del piano, la mancanza di una vera strategia del Governo e le politiche di bilancio che penalizzano i Comuni, hanno fatto evaporare ottimismi e aspettative. ‘Sugli asili manca una regia’ scriveva ieri, con ragione, Cristiano Gori sul ‘Sole 24 Ore’

Viviamo in un paese in cui il 40% delle famiglie vorrebbe poter usufruire dei nidi ma solo tre Regioni hanno un tasso di copertura superiore al 25% dei bambini. Stiamo semplicemente parlando di assicurare a chi lo desidera la possibilità di ricorrere ai servizi.

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Un Commento a “Emergenza asili – Fai prima a scoprire chi ha ucciso Ilaria Alpi che non a vedere tua figlia iscritta in un asilo”

  1. Ha, gli asili…

    Ho appena scoperto di averci rimesso la bellezza di 488 euro perché la richiesta di rinuncia al servizio mensa fatta l’anno scorso, all’inizio dell’anno è stata “resettata”. Siccome i bollettini di pagamento arrivano con 2 mesi di ritardo sull’inizio della scuola e siccome la disdetta viene accolta due mesi dopo la presentazione, fanno 4 mesi di retta mensa pagati, scusami il partenopeismo, per l’anima del CAZZO.

    E questo a Modena, che “vanta” tra i migliori servizi, a sentire loro.

    T’è capì?
    Tanto io c’ho la zecca che sforna gli euro in cantina, evidentemente.

    Ora, io dico, ma mettere due righe sul foglio di richesta scritte a caratteri cubitali dove avverti che la tua richiesta decade automaticamente all’inizio dell’anno?

    Il bello poi è che io a settembre chiesi alle maestre se dovevo rifare questa richiesta e la risposta fu: “ma noooo, vale quella dell’anno scorso”

    Insomma, se vuoi farmi incazzare come un toro, parlami pure della scuola pubblica.

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