Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

7 febbraio 2010

Anteprima giro del mondo – Comida mexicana busca declaratoria de UNESCO

Però se lo meritano i messicani. E ha ragione da vendere il buon vecchio Fortino quando cantilena: “C’è più storia in un mole poblano che in tutta la Florida”. Loro ci hanno creduto con incrollabile perseveranza, difendendo e diffondendo la loro cucina con appassionata e impetuosa dedizione. Perchè la loro cucina è la storia del Messico, esattamente come lo sono le piramidi azteche, i calendari maya o i voladores totonachi. Noi invece salvaguardiamo la nostra cucina, la nostra identità culturale, il nostro made in Italy, facendo ridicole marchette con Mc Donald’s e seminando il panico tra i venditori di kebab. Ai messicani, l’UNESCO. A noi, Zaia e i panini della vergogna.

P.S. A luglio sarò in Messico. Fortino Rojas è la prima persona che incontrerò a Città del Messico. La seconda, grazie Flavio per l’assist, sarà la ‘presidenta’ del Conservatorio de la Cultura Gastronómica Mexicana, Gloria López.

© Lorenzo Cairoli/La fábrica ‘Qué hago yo aquí’?

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