Valigie e macumbe – Appunti sparsi su un giro del mondo che a maggio decolla davvero
VALIGIE E MACUMBE
Da maggio sarò finalmente e stabilmente in viaggio ma col blog nella valigia. L’ho già scritto anni fa, poi portò una sfiga pazzesca. Così ho deciso di cambiare strategia. Fari spenti, in attesa che l’ossatura del progetto calcificasse. La rete pullula di viaggiatori che fanno il giro del mondo, di inquieti che un bel giorno mollano il loro lavoro e si concedono un anno sabbatico. Quasi un popolo, credetemi. Perciò ci voleva un’idea in più. Il giro del mondo da solo non bastava. La mia prima idea era di rifare esattamente questo blog, così come lo leggete ora, con la differenza che invece che scriverlo a casa mia, a Roma, l’avrei scritto oggi in un bar di Pechino, domani in un internet-point di Accra, dopodomani in un ufficio postale di Cartagena. E quell’idea la mantengo. Continuerò a raccontare le mie storie. Cambierà, invece, tutto quello che mi succede intorno. Cambieranno i fusi orari, il sapore dei piatti sulla mia tavola, il colore della pelle e la lingua dei miei nuovi amici. Andrò a far visita a tutti i bloggers africani, caraibici, americani coi quali in questi giorni sono in frenetico contatto e le redazioni di tutti quei giornali lontani e oscuri che tutti i giorni sfoglio e segnalo ai miei lettori.
SCRIVERE IL MONDO
Ogni giorno scriverò. Cosa che da sempre mi riesce di una facilità irrisoria. L’ho già fatto tante altre volte. Quando Sharon restituì Gaza ai palestinesi, ad esempio, io ero giù e raccontavo questa pagina di storia in diretta, ingobbito in internet point piccoli come giocattoli, sui computer di amici – con connessioni di una lentezza esasperante – sui computer degli alberghi, nelle redazioni dei giornali, nelle cucine del ‘Darna’ di Ramallah, persino su quelli della Croce Rossa. Scriverò per il quotidiano con cui collaboro ‘La Stampa’, che mapperà il mio tragitto in rete, scriverò su un importante mensile di cui adesso preferisco tacere il nome, scriverò su Facebook, su Twitter, sul mio blog e su un nuovo blog che amici più competenti e più informatici di me stanno creando appositamente in questi giorni e che non ho ancora deciso come chiamare (se avete qualche nome da consigliarmi, coraggio, ascolto con piacere). Ma occorreva un’altra idea. E l’idea, non so come, non so quando, una mattina mi ha buttato giù da letto.
L’IDEA!
I miei lettori non solo seguiranno giorno per giorno il mio giro del mondo, ma potranno interagire, condizionare le mie scelte, modificare i miei itinerari. Vi faccio un esempio, che gli esempi se son fatti bene aiutano.
Tappa a Nairobi. 24 ore prima, chiedo ‘cosa volete che faccia’? Che vi porti con me nella più grande bidonville africana, Kibera, magari a vedere come sono riusciti a trasformare le discariche in fattorie biologiche? Volete che intervisti Odinga, il grande avversario del presidente Kibaki? Volete che vi conduca nel villaggio dove scolpiscono statue della famiglia Simpson intagliando la pietra saponaria?
E non finisce qui. I miei lettori potranno decidere anche cosa farmi mangiare o dove farmi dormire. Quasi come in reality. Non l’ha mai fatto nessuno fino ad ora. Non lo trovate geniale?
TAPPE
Grossomodo, il mio itinerario sarà questo. Da maggio a giugno 2010 il blog emigra prima in Colombia (1 mese, 1 mese e mezzo, base Cartagena) poi in Giamaica (1 mese, base Kingston) con brevi incursioni ad Haiti, Cuba, Messico, Panama, Repubblica Dominicana, Costarica. Ad agosto, Perù, Ecuador, Bolivia, Brasile, Argentina, Cile, Patagonia. Ottobre e novembre appendo il cappello in Cina e Indonesia con incursioni in Cambogia, Thailandia e Vietnam. Dicembre: Iran, Israele, Libano. Gennaio: Nuova Guinea, base a Port Moresby e Australia. Febbraio fino a fine aprile Africa: Ghana, Senegal, Camerun, Benin, Ruanda, Kenya, Etiopia, Eritrea. Quindi, ritorno a casa. L’India magari sostituirà la Cina. Forse al posto del Benin ci sarà il Burkina Faso. Magari uno tsunami mi obbligherà a cambiare percorso, o la repentina follia di un satrapo dell’Africa più disperata o un’epatite. Ma grossomodo l’itinerario è questo.
BUDGET
Per fare tutto questo – parliamo di un anno in viaggio in oltre 30 di paesi – ho preventivato una spesa che oscilla tra i 12mila euro e i 15mila, tratte aeree comprese, quindi poco meno di mille euro al mese (bella sfida, no? Qui, con quei soldi, se non ti aiuta la Caritas, non arrivi neanche a fine mese). Ho scelto di partire a maggio per sfruttare l’effetto Cannes e sfruttare la promozione del mio film. In pratica, userò la promozione del film per promuovere il mio giro del mondo. Nella ricerca degli sponsor sono a buon punto. Mi manca solo uno sponsor tecnico, uno dei tre grandi sponsor e quattro dei nove microsponsor. Per adesso è tutto.
Lorenzo Cairoli, alias Bruce Kapuscinsky





Geniale sì, vento in poppa tesoro! :-**
Scritto da Mitì, il 7 febbraio, 2010 at 20:35
Che bello rileggerti.
Scritto da lorenzo cairoli, il 7 febbraio, 2010 at 21:40
[...] maggio Lorenzo Cairoli parte. Fa il giro del mondo scrivendo. Noi restiamo qua a leggerlo. Grossomodo, il mio itinerario sarà [...]
Scritto da Lorenzo giramondo - manteblog, il 14 febbraio, 2010 at 22:04
Lorenzo, un grande, davvero grande, imbocca al lupo !
Scritto da Lorenzo Campani, il 14 febbraio, 2010 at 22:21
Ti odio.
era praticamente la mia idea, il mio sogno. me l’hai rubata. maledetto.
(in bocca al lupo)
Scritto da vincenzo, il 15 febbraio, 2010 at 10:43
Non è che mi porti con te?
Scritto da Phil, il 15 febbraio, 2010 at 12:11
In bocca al lupo, non sai quanto ti invidio!
Da uno che di viaggio legge solo libri, e i blog altrui (purtroppo).
Scritto da iced, il 16 febbraio, 2010 at 08:38
Dimenticavo: comincio subito a “influenzare” il tuo viaggio. Hai letto “La polvere del mondo” di Nicolas Bouvier? Se no, devi farlo, avrai sicuramente qualche spunto di ispirazione. Il libro finisce proprio al Khyber Pass (un caso?).
Scritto da iced, il 16 febbraio, 2010 at 08:43
[...] Lorenzo Cairoli parte a maggio 2010, per un anno, in giro per il mondo. Se già non leggete il suo blog… Fatelo. E’ uno dei migliori in giro. [...]
Scritto da Il giro del mondo in un anno - Simone Brunozzi, il 16 febbraio, 2010 at 21:13
Un grande in bocca al lupo… un in bocca al lupo piena di invidia e complimenti allo stesso tempo! … Andrea
Scritto da Andrea, il 17 febbraio, 2010 at 14:08
@Iced: A questo punto mi tocca leggerlo. Ho tanti di quei libri da leggere da qui alla partenza…
@Andrea: Grazie di cuore
@Vincenzo: Mi dispiace. Cioè, no. Non mi dispiace affatto
Però con questo schema è un po’ come se venissi con me, no? (e così rispondo anche a Phil)
@Lorenzo Campani: Bè detto da te coi tuoi trascorsi himalayani è un gran bel complimento
Scritto da lorenzo cairoli, il 17 febbraio, 2010 at 19:42
[...] segnalare il link dei post e dici cazzo, come mai nessuno parla di questa cosa. A febbraio Lorenzo annunciò che stava preparando un giro del mondo, nel mezzo tante segnalazioni e tante storie dai luoghi che [...]
Scritto da Un posto dove… girare il mondo. | Ciocci Thinks, il 31 maggio, 2010 at 16:46