Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

Archivio della Categoria '10 invenzioni che potrebbero salvare l'Umanità (ma non i panda)'

1 marzo 2010

Una cucina anche troppo ‘illuminata’

A leggere questo pezzo di Rosa Rivas su ‘El Pais’, la tentazione di scrivere che anche la cucina ha il suo ‘Avatar’ è forte. In realtà è dalla fine degli anni ottanta che l’alta cucina crea e sperimenta nuove tecniche di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi. Un’onda inquieta di dadaisti, alchimisti ed eretici con la toque, sedotti dai bianchi vapori generati dall’azoto liquido, dall’uso alimentare del tabacco, dalle gelatine calde, dalle mirabilie della sferizzazione, che hanno riscritto, riperimetrato, reinventato le frontiere del gusto. Pensiamo al cyber egg di Scabin. Alla cucina polisensoriale di Blumenthal – sabbia commestibile, alghe e onde di spuma nel piatto e un lettore mp3 per ascoltare i gabbiani e lo sciabordìo del mare. Al non bollito di Bottura, cotto sottovuoto, a bassa temperatura, senza bollire, né toccare l’acqua. Al finto carpaccio di Andoni in cui quella che sembra carne è in realtà anguria disidratata in forno, congelata, infine affettata come fosse un normalissimo controfiletto. Adesso ci si è messo anche un designer basco, Jon Rodríguez, un pezzo da novanta della Philips, amico degli Arzak, che ha deciso di ‘illuminare’ la cucina. E lo ha fatto davvero, creando una linea di piatti in porcellana che s’illuminano al solo contatto di una salsa, di un croccante di mais tostato o di un dado di melanzana, con effetti che lasciano a bocca aperta, un po’ com’è successo agli spettatori di ‘Avatar’. Rodríguez non ha dubbi: la multisensorialità sarà il futuro della cucina. Lo profetizza con la stessa sicumera con cui Berlusconi ci sdoganava l’Italia del fare. E il video, prodotto dalla Philips, è in effetti molto new weird, con fosforescenze nei piatti che ricordano quelle delle uova di ‘Alien’. E che ti fanno roteare gli occhi. Il palato invece, almeno il mio, resta coi piedi ben saldi a terra. Prende appunti ammirato ma sogna salame da sugo fumanti, piatti stracolmi di casoeula, gattopardesche abbuffate di rane alla cacciatora

1 Commento »

27 gennaio 2010

I’ve seen things you people wouldn’t believe

Ma veramente c’è qualcuno al quartier generale della nota multinazionale svizzera che pensa che ci sia chi crede che il collagene inserito nel caffè istantaneo può avere un ruolo positivo per il benessere della pelle?

Era dai tempi dello space yogurt che non vedevo una cagata simile.

Nessun Commento »

2 dicembre 2009

Qualcosa di travolgente

Pagare il canone secca anche ai civilissimi svedesi. Così la SVT, la Sveriges Television, ha regalato ai suoi abbonati una campagna di una bellezza inaudita (l’agenzia che l’ha ideata è la Draft FCB). Si tratta di un film interattivo in cui chiunque – tu, il tuo cane, i gamberoni di District 9, la tua pornostar preferita – può diventare l’eroe del giorno. Basta caricare una foto e il gioco è fatto. Tutto facile e assolutamente incantevole.

2 Commenti »

18 novembre 2009

Macchine spiumatrici fai-da-te e tofu-soccer nei mercatini cinesi

Vuoi costruirti una macchina spiumatrice con meno di 500 dollari? Herrick Kimball lo insegna in un libro ‘Anyone Can Build a Whizbang Chicken Plucke’. E i risultati sono strabilianti anche se all’inizio la macchina di Kimball somiglia a uno di quei souvenir di Guantanamo con cui si sedavano mullah e martiri islamici che avevano la scellerata idea di passeggiare vicino alle basi americani con 10 chili di esplosivo in pancia.

Spopola sui siti cinesi, invece, questa ambulante che fa la foca con un panetto di tofu nemmeno fosse Cristiano Ronaldo nell’ultimo spot della Nike. Per un po’ è stata spacciata come un’attrazione vera, poi, complice quest’ultimo video, si è scoperto trattarsi di uno spot. Molto carino, comunque.

1 Commento »

23 ottobre 2009

10 invenzioni che potrebbero salvare l’Umanità (ma non i panda) – 1) Outlet wall – Il muro dell’(im)pianto

Per me che vivo in uno spazio dove ho due sole prese di corrente, un muro così, sarebbe una benedizione. Mi sbarazzerei in un colpo solo della dittatura delle prese multiple e delle ciabatte, del caos e del rischioso disagio dei fili aggrovigliati. Controindicazioni: la prima settimana è molto difficile ricordare quali sono le prese funzionanti, specialmente se sei un etilista. Amy Winehouse è in astinenza da maionese da un anno perchè non riesce a trovare una presa giusta per il suo Minipimer.

Nessun Commento »