
Haiti ha esaurito il suo bonus. Il mondo intero ha pianto per i suoi morti, poi è corso a fotografarli nel loro macabro iperrealismo, con una compulsione che non ha precedenti. Poi s’è mobilitato per aiutare i sopravvissuti. C’è stato un momento in cui Potoprens era più affollata di Cannes nei giorni del festival. Partiva Clinton, arrivava in punta di piedi Bertolaso. Decollava il jet privato di Travolta, atterrava la Jolie. E tra un presidente del Senegal che soccorreva gli haitiani con strategie di esodo di massa, un telepredicatore che rivisitava la sismogenesi a colpi di patti col diavolo, un dittatore del Venezuela che attribuiva alla marina militare statunitense la paternità e la responsabilità del terremoto, ottanta cantanti incidevano una nuova versione di ‘We are the world’. Ora però Haiti ha esaurito il bonus e per i media adesso vale meno delle Olimpiadi di Vancouver o delle feroci faide religiose in India. Giornalisticamente parlando è una mozzarella scaduta, come l’Iran di metà luglio: gli analisti hanno già grattato a sufficienza dai cassetti e non sanno più cosa raccontare, i quotidiani on-line non hanno più cadaveri e fosse comuni da sdoganare ai loro lettori, i video su YouTube si somigliano tutti, le notizie da Potoprens arrivano col contagocce, tutte però senza l’appeal che avevano i primi giorni. Persino i linciaggi degli ultimi giorni non bucano lo schermo come i linciaggi di due settimane fa. Del progressivo venir meno dell’attenzione della stampa internazionale e di conseguenza del controllo dell’azione di soccorso e di ricostruzione, scrive oggi ‘L’Osservatore Romano’. Che informa sulle continue scosse di assestamento – una di queste, dopo un’altra analoga di ieri, è stata valutata oggi di magnitudo 4.7 sulla scala Richter dai rilevamenti l’istituto geofisico statunitense, che ne ha localizzato l’epicentro a circa 33 chilometri a ovest dalla capitale Port-au-Prince. E che si inquieta per l’arrivo, in anticipo rispetto all’abituale scadenza di fine marzo o primi di aprile, della stagione delle piogge che renderà infernale la vita di un milione di haitiani che dormono in strada. Ho due amiche sull’isola: Kediane, che abitava a Carrefour ma che adesso s’è trasferita a Petionville perchè il sisma s’è inghiottito casa sua e due sue cugine e Valery, che vive in America ma che, appena ha potuto, è corsa sull’isola per aiutare la madre, gli amici e i parenti. Valery, a proposito delle scosse di assestamento, mi informava ieri
Got to Leogane yesterday afternoon and woke up to a 4.7 aftershock this morning! It was very scary guys, it only lasted 3-4 seconds but It felt like minutes. I will be here for another week so we’ll see.
Con Kediane, invece, ho parlato più di un’ora. Bivacca in mezzo alle strade di Petionville insieme alla sua famiglia. Era già uno scricciolo, adesso è tutta pelle ed ossa. Si lamentava della distribuzione del cibo (“Bon, sincèrement parmi tous les aides que l’on recoive, du coté de chez moi, nous n’avons rien trouvé, sauf l’eau à boire”). Dell’assistenza medica e delle muraglie umane che tutti i santi giorni stringono d’assedio gli ambulatori (“Depuis ce matin, ma mère est souffrante, il y a tellement de gens en ligne qu’elle ne peut pas passer“). Poi, sapendo che sarei passato per Haiti, complice il mio giro del mondo, mi ha chiesto degli aiuti e mi ha inviato una lista che comprendeva tende, savon lessives, farmaci, sedativi, soprattutto sonniferi e antipanico, cibo, acqua, pannolini, deodoranti, garze e disinfettanti. Le ho ricordato che sarei arrivato a Cartagena a fine maggio e che potevo raggiungerla sull’isola a giugno, a metà giugno, nella migliore delle ipotesi. Troppo tardi per lei. “Dac. Lorenzo c’est gentil de ta part. Mais je m’arrangerai car la période cyclonique approche puisque tu ne seras en Haiti qu’en Juin. La pluie me fait très peur”. Queste sono state le ultime parole. Poi non è stato più possibile mettersi in contatto con lei.
A chi interessasse, sarò ad Haiti a giugno
© Lorenzo Cairoli/La fábrica ‘Qué hago yo aquí’?
Scritto da lorenzo cairoli alle 11:50, in Africa e dintorni, Amici che hanno appeso il cappello da me, Anteprima giro del mondo, Parlando con la gente, Polemicario, Succede anche questo, Verso Cartagena, cose che mi colpiscono
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