365 giorni in un blog dove è stato bello appendere il cappello

(Fotocomposizione di Tommaso Melideo)
Un anno fa il primo post. Lo scrissi di mattina, alzandomi ogni tanto a guardare le anatre sul Naviglio di Gavardo.
In un anno, un po’ di contabilità. 425 post, 1944 commenti, 7 troll, tutti individuati, i più stronzi che potesse darmi in dote la rete. Tanti amici, tre dei quali non ci sono più, Ivan, Valerio e il marito di Tiziana. Per lei e per Egle, Lauretta e Micaela non sarà un bel Natale. Coraggio.
Lettori da 127 paesi, lettori che ogni volta che posano il cappello qui rimangono almeno 4 minuti (e 23 secondi assicura Google Analytics), uno sponsor fisso, la Bol di Alessandria che saluto e ringrazio con affetto, più tutti gli amici inserzionisti che arrivano via Vinoclic.
52 ‘coriandoli’ scritti da voi: da Beirut, da San Pietroburgo, dall’Oceania, dal Cairo, dal Michigan, da Pollenzo, da Senigallia.
425 post in cui ho litigato coi giornalisti take-away, prima di ‘Diario’, poi del ‘Corriere della Sera’. In cui ho mostrato le falle della Guida del Gamberosso, il fascino delle Langhe e il genio di Ivano Mestriner.
425 post in cui abbiamo parlato del Klu Klux Klan e del museo delle rane, del sarto di Saddam e del cuoco di Arafat, della porno-pizza e dell’alta cocina prehispanica di Fortino Rojas, del palato ‘weird’ di Michael e della dittatura di Maumoon Abdul Gayoom alle Maldive.
425 post in cui abbiamo conosciuto un Volponi segreto e Mario Giacomelli raccontato da Mauro Uliassi, le ‘perle’ del chinglish e l’haute couture con trippa di Pinar Yolacan, la Cia che vieta a Kruscev Disneyland e Naomi Campbell e Renato Curcio che passeggiano per Dogliani.
425 post in cui abbiamo assaggiato il curanto, il salame di patate, i sanguinacci di barbabietola, le lumache di Cherasco, il gelato al foie-gras, le zuppe di Regina, i cotechini del Bettini, il salame di Turgia di Picatto, la cipolla ripiena alla canavesana di Randisi, il pane di Erez Komarovsky, la cucina kasher di Raffi Fadlon, l’ingera di Lem-Lem, la faluda e le cutlets del Nildahara, i tajarin di Gemma, la mulukhiyya di Saida.
425 post in cui abbiamo letto Manganelli alle Far Oer, le Voci di Prokosch, l’Olanda di Flaiano e quella di Diderot, i carteggi di Fellini e Simenon, il Paraguay di Gimlette, l’Italia viaggiata da Piovene e lo scafandro di Bauby.
425 post in cui abbiamo visto il flop di Cimino, l’empatia tra Rota e Fellini, i killers della luna di miele, il film rumeno che ha trionfato all’ultimo festival di Cannes, l’omelette di Rossellini, il Signor Morte di Morris (il miglior film che ho visto in quest’anno solare), il monologo ‘i siciliani sono negri’, il Kinski raccontato da Herzog, Reptilicus, il Godzilla danese e Incubus, l’horror in esperanto con William Shatner.
Per essere il primo anno niente male, no?
Che buffa coincidenza!






