Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

Archivio della Categoria 'Cartoline da Kinder'

23 gennaio 2009

Quando Gressoney si tinge di scarlatto

Rimettevo ordine nel mio archivio fotografico, e ho trovato queste splendide foto, dono di Alberto. Trovo incantevoli i costumi dei walser: gli abiti rosso scarlatto, le camicette bianche ornate di pizzi, le pettorine in velluto, i grembiuli neri, le bellissime cuffie in filo dorato, le goldene chappò, spesso impreziosite con cristalli colorati incastonati. E i bambini non sono deliziosi coi loro cappelli di feltro, il gilet rosso e i pantaloni alla zuava?

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2 gennaio 2009

Il 2008 in 12 post – (4) Questo pazzo pazzo web

29 luglio 2008

Cartoline da Kinder – Kinder dalla A alla Z (versione random)

HULK
Luca Sofri pensa di somigliare a Brunetta. Sveva non la pensa così. Prima di partire mi ha sussurrato nell’orecchio: “Papà, non trovi che Luca somigli un pochino a Hulk?”

IPOD
Grazie a Kinder e a Sveva ora so che l’iPod è un lettore di musica digitale basato su hard disk e memoria flash. Fino a ieri pensavo fosse una Ong. O un indice economico tipo P.I.L. Ne abbiamo trovati due nelle nostre buste di benvenuto. Gli occhi di Sveva appena ha visto il suo iPod si sono illuminati come torce. Credo che dall’8 settembre non si perderà una sola puntata di Condor.

RAMENARO
Matteo è stata una rivelazione. Primo, ho scoperto che è varesino come il sottoscritto. Liceo classico al ‘Cairoli’. Poi, dal vivo è molto, molto, molto, molto più divertente che in radio. Infine, è un’esilarante fucina di aneddoti. Sui leghisti in trasferta a Roma, su Silvan ospite d’onore alla festa di ‘Rolling Stones’, sui party di Capalbio. Ma il Bordone all’ennesima potenza è quello che ti racconta i ristoranti monotematici del Giappone. “Vuoi il ramen? Vai dal ramenaro. Fa solo zuppe. Vuoi i soba? Vai dal sobaro. Ti tira le tagliatelle sotto al naso. Vuoi il tempura? Vai dal tempuraro. Frigge da Dio”. E così via… (e se vuoi mangiare il toro? la parte più grassa e saporita del tonno che fai? vai dal torero o dal toraro? Sai che mi sono dimenticato di chiederglielo?)

SANGIOVESE
Sulle colline forlivesi c’è un grande vigneron, Stefano Berti, che ho scoperto grazie a Massimo Mantellini. Il suo Sangiovese Superiore Calisto del 2005 è un vino ariostesco: barocco, vellutato, rutilante. Uno schiaffo esemplare a chi considera ancora il Sangiovese un vino da battaglia.

CORNA
Si chiama ‘Alpenfaunamuseum’ il museo regionale della fauna alpina di Gressoney-Saint- Jean, ma per tutti in paese è il museo ‘delle corna’. 2030 trofei: le corna di 954 caprioli europei, di 770 camosci alpini, di 124 cervi europei, di 70 stambecchi, senza contare le corna di 11 alci, 4 wapiti, 26 antilopi africane, 35 caprioli siberiani e 20 cervi della Virginia.

FLORIS
Floris con la nuova redazione di ‘Ballarò’. Conoscevo il Floris conduttore, adesso ho conosciuto anche il Floris padre (che straccia il Floris conduttore). L’ho sentito raccontare al figlio storie di animali preistorici che nemmeno Cecchi Paone alla ‘Macchina del Tempo’….

LIPPERATURA
Alessandro Bonino ha scritto con Stefano Andreoli ‘Sempre cara mi fu questa ernia al colon’. Lo ha pubblicato Mondadori, lo ha prefatto Stefano Bartezzaghi, lo hanno già comprato 10.000mila audaci. Ecco Alessandro che firma una copia del suo best-peter-sellers.

T-SHIRT
Non conoscevo Mariangela e Alfredo: sono stati una delle più belle cose che ci sono capitate a Kinder. Hanno fatto da zii a Sveva quando il suo babbo andava per sanguinacci e mocette. L’hanno persino portata in ‘discoteca’. Alfredo ha sfoggiato una collezione di estrosissime t-shirts. Ogni giorno ne cambiava sempre un paio, con scritte del tipo: ‘Se fai sesso con gli elefanti non stare mai sotto’ ‘Salviamo il Darfur da Mia Farrow’ ‘Perchè i leghisti vogliono prendere le impronte anche ai cd-rom?”.

EDGAR
Il nostro mitico cameriere dell’Alpenrose Hotel. Sveva dice che somiglia a Edgar, il maggiordomo degli Aristogatti. Ci ha fatto ingrassare come oche, appena uno si distraeva gli asfaltava il piatto di fonduta o di carbonade. Secondo me è pagato a chili. Gli danno una percentuale ogni volta che un cliente finisce sovrappeso

ULTIMA RATIO
Da sinistra: il Professor Sofi, Diego, Michela, Luca Sofri (versione Hulk), Mariangela, Alfredo e il Cairoli

WII
Torneo di tennis con la wii. Sveva contro Francesca Mantellini. “Battila ti prego – l’ho implorata – Così magari scalo qualche posizione su Blog Babel”…

(Domani la seconda parte)

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26 luglio 2008

Cartoline da Kinder – Violini di capra, ravioli ripieni di salame di turgia e il mitico ganascino di Gaudenzio Portè

Domani, purtroppo, finisce la quattro giorni di Kinder. Tutto molto bello, tutto molto ben organizzato. Gressoney è stata una rivelazione, soprattutto a tavola. Di Kinder, di questi quattro giorni, e delle persone incontrate, racconterò martedi. Di quello che ho mangiato in questi giorni qualche anticipazione. Giovedì alle 19 aperitivo con buffet fuori dall’Alpenfaunamuseum. Un tripudio di affettati insaccati dall’ottimo Alberto Busca, norcino e chef autodidatta. “Non ho fatto nessuna scuola - mi confida – nemmeno l’Alberghiero. Giusto il Liceo Classico così se devo cucinare un coniglio so come si chiama in latino“. Oggi sono andato a trovarlo nella sua Bierfall e Alberto mi ha mostrato tutti i suoi gioielli, primo fra tutti questo sontuoso violino di capra…

I sanguinacci in Val d’Aosta vengono fatti con patate, carne suina e barbabietole rosse, che conferiscono ai boudins l’inconfondibile color fucsia. Il bluetworscht di Alberto è uno dei rari sanguinacci che ho mangiato in Val D’Aosta con sangue di maiale in luogo delle barbabietole.

Il lardo qui si chiama speck, e quello insaccato da Alberto è semplicemente eccezionale come pure la pancetta di schiena affumicata. Non la arrotola, la tiene piatta, la stende e la lascia venti giorni sotto sale. Poi la appende per due giorni in modo che la pancetta rilasci tutta l’acqua. Infine fa delle fascine di ginepro, alloro e rosmarino – se è inverno le passa nella neve – e poi nella brace. La pancetta viene fatta affumicare per 4 ore, si lascia riposare e si finisce con altre due ore di affumicatura.

Mocetta di mucca. Tra le specialità norcine di Alberto segnalo una strepitosa mocetta di capra, salami di maiale, salami di mucca, salami misti, mariola e tra gli affumicati, petto d’anitra e un superlativo salmone svedese servito insieme a burro d’alpeggio. Alla Bierfall, inoltre, ottime birre crude, un menù che varia ogni giorno, un opulento stinco di maiale alla birra scura e un delizioso coniglio allo spiedo.

Bierfall
Piazza Umberto Primo,7
11025 Gressoney

Tel.: 333 6927413

Poco oltre il locale di Alberto c’è il ristorante Nordkapp di Luca e Priya Malberti. Nel curricula di Luca, un mese da Gordon Ramsey e Pierino Penati. Molte incertezze nel servizio, tavoli troppo vicini, vini al bicchiere che arrivano in tavola anonimamente (devo sempre chiedere che vino è; al secondo bicchiere, mi cambiano vino senza consultarmi e solo dopo mia richiesta apprendo dalla cameriera che è ‘un Amarone’, ma non sa specificarmi nè l’azienda, nè l’annata. In compenso lo chef ha talento e almeno tre piatti sono rimarchevoli. Su tutti, i ravioli ripieni di salame di turgia su schiuma di patate…

…. il tenerissimo ganascino di Gaudenzio Portè, macellaio di Pont Sain Martin, a cui si deve anche l’egregio salame di turgia di cui parlavo sopra, quasi ai livelli di quello di Sergio Picatto, il Cervantes dell’arte norcina di San Francesco al Campo. Il salame di Turgia nacque nel Canavese occidentale, tra Ciriè e le Valli di Lanzo; nacque per riciclare le carni delle vacche a fine carriera, troppo asciutte per essere lessate o brasate. Non avendo ancora inventato le bresaole, i norcini di allora decisero di insaccarle in un salame insieme a lardo, pancetta e droghe…

…pregevole faraona disossata con lardo, senape dolce e crema di melanzane.

© Lorenzo Cairoli

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