David Link – I cult del web – La nuova rubrica domenicale del Cairoli

A furia di navigare ogni giorno in rete, sabato, domenica, feste comprese, a furia di macinare chilometri, lingue e notizie, collezionare storie, persone e personaggi, leggere testate, siti e blog, vedere il mondo combattere la noia, la miseria e la dittatura, ho messo da parte una library di articoli impressionante, che ora mi piacerebbe condividere con voi. Ogni domenica, cominciando da oggi, ‘David Link – I cult della rete’ articoli, post, video e foto da siti e blog di tutto il mondo.
Il djembe (trascritto anche come djembè, djambè, djembé, jenbe, jembe, djimbe e secondo altre varianti) è un tamburo a calice originario dell’Africa Occidentale, in particolare della Guinea Conakry, Mali, Burkina Faso, Senegal e Costa d’Avorio e oggi diffuso in tutto il mondo. Il djembè è composto da un calice in legno ricoperto di pelle di capra o più raramente di mucca e da un sistema di tiraggio della pelle stessa, formato da corde e da cerchi metallici. Ma in Africa c’è chi il suo djembe se lo costruisce anche senza calice di legno, anche senza pelle di capra, anche senza corde o cerchi metallici. Gli basta fare un salto nella discarica più vicina e rimediare qualche sacco della spazzatura. Da venti tonnellate di sacchi della spazzatura, si possono costruire 2000 djembe. Mi torna alla mente una pagina de’ Gli Onori Perduti’ della scrittrice camerunese Calixthe Beyala:
“Poi c’è la puzza dell’immondizia depositata sulla piazza del quartiere che aspetta la nettezza urbana municipale, una volta all’anno, la vigilia di Natale. Se ci passate un giorno, verso l’ora di pranzo nel sole abbagliante, vedrete i miei compatrioti che ci frugano dentro. Due dita che estraggono un pomodoro le cui macchie biancastre indicano lo stato di marcescenza. “Chi l’ha buttato via? Ma è buonissimo!”. E’ il capo del quartiere – capo perché è l’unico cuscussiano a possedere una baracca a due piani con vista dall’alto sulla piazza – un grosso negro dalle labbra tumide, accavalla le gambette e, con la testa da scimpanzè mollemente appoggiata sullo schienale della sedia a dondolo, esclama: “Questa terra è straordinaria! Non si butta via niente!”.
Gil Zohar sul ‘Jerusalem Post’ racconta una drammatica storia di emergenza abitativa che ha per protagonista una coppia araba di Gerusalemme. In quindici anni ai coniugi Shawamreh e ai loro sette figli gli israeliani hanno demolito casa quattro volte. Adesso davanti alla loro abitazione incombe minaccioso un quinto bulldozer pronto a fare nuovamente tabula rasa. “Salim and Arabiya Shawamreh and their seven children symbolize the Kafkaesque reality of life for many of the 245,000 Arabs dwelling in Israel’s capital” – scrive Zohar.
E’ morto Walter Cronkite and that’s the way it is. Durante la sua conduzione a CBS Evening News, era spesso citato nei sondaggi degli ascoltatori come ‘l’uomo più creduto d’America’. Per lui coniarono il termine ‘anchor’.

Amnesty International Portogallo: campagna contro le violenze domestiche
Sulla Luna Armstrong e Aldrin mangiarono hot dog, pancetta, pesche in scatola e biscotti, il tutto innaffiato da caffé caldo. ‘Repubblica’ ricorda i primi quarantanni dell’Apollo 11 con ‘cento cose da sapere’. El Pais’ rende invece omaggio a Emilio Herrera a cui la Nasa si ispirò per disegnare i caschi e le tute dei suoi astronauti
Cosa ha portato la gente di questo paesino della Carelia del Nord ad attendere con ansia la deiezione di una mucca?







