Metafore pulp

RIVISONDOLI DISTA AD ANDATURA GOURMET (MAX 120 KM/H): 2 ORE DA ROMA; 1 ORA E 40 MINUTI DA NAPOLI, 2 ORE DA MILANO CON L’AEREO FINO A PESCARA. COME UN PICCOLO INCIDENTE SUL RACCORDO ANULARE.
(Niko Romito, su Facebook)

RIVISONDOLI DISTA AD ANDATURA GOURMET (MAX 120 KM/H): 2 ORE DA ROMA; 1 ORA E 40 MINUTI DA NAPOLI, 2 ORE DA MILANO CON L’AEREO FINO A PESCARA. COME UN PICCOLO INCIDENTE SUL RACCORDO ANULARE.
(Niko Romito, su Facebook)
In questo video c’è veramente tutto: il peggior giornalismo embedded, le belle sciarpe dei telegiornalisti di Rete4 e la loro disonestà intellettuale, Wanna Marchi e la manipolazione mentale dei bimbi delle primarie, Berlusconi versione mago Zurlì che cita a modo suo il famoso discorso sulla Luna di Papa Roncalli, scorie del Minculpop, del profetismo di Orwell, un servizio d’ordine ‘Pasdaran made in Mediaset’, echi di Pierino e il Lupo, delle televendite di Aiazzone, dell’esasperazione degli abruzzesi burlati dal trionfalismo di un premier che sdogana per ricostruzione, una ricostruzione che non è mai iniziata. Poi però il premier ha la faccia di culo di criticare i soccorsi ad Haiti e di mandare Bertolaso a Port-au-Prince. Forse per suggerire alla popolazione abbronzata di Haiti di vivere il dopo-sisma come un camping di fine settimana. O per regalare a tutti una crociera. Magari a spese di quei filantropi della Royal Caribbean Cruise Lines.

Mario Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, a chi gli contesta il pessimo livello di servizio della sua azienda, ribatte: “Treni migliori? Pagate di più!”. E cita un esempio. “In Italia, in tutto, le Fs incassano 12,2 centesimi per passeggero per chilometro. In Francia e in Germania, dove lo Stato o i Länder acquistano i treni, si arriva a 25 centesimi. Noi abbiamo la metà. Con così poco possiamo garantire il servizio, certo non il rinnovo del materiale rotabile, che viene sfruttato finche cammina, anche se è obsoleto”. La verità è che sono decenni che le nostre Ferrovie non garantiscono più servizi. Disservizi, semmai. E non solo ai pendolari. Anche a chi spende più di quanto dovrebbe. La tragedia di Viareggio, scrivevo a luglio, ha ribadito quanto sia fatiscente il parco di locomotive e carrozze delle nostre Ferrovie che persino i macchinisti bengalesi troverebbero antidiluviane. Nell’aprile del 2008 ho definito i treni italiani formidabili vettori di parassiti e le nostre carrozze, un paradiso per un microbiologo che aspirasse al Nobel, con una proliferazione di pulci, zecche, cimici, legionella, ratti e pidocchi, come raramente capita di incontrare in natura. Treni, dunque, ad alta voracità, con pulci e legionella che seminano il panico tra i pendolari lucani, zecche, cimici e ratti che viaggiano a sbafo sul Caserta-Roma, pulci a gogò sulle carrozze salentine, pavesi e calabresi, pidocchi più aggressivi dei pirati somali spauracchio dei pendolari trentini. Prima ancora denunciai la leggendaria inefficienza di certe linee, come la Sibari-Crotone, una linea ferroviaria che in Ruanda userebbero giusto per trasportare bestiame, che corre, si fa per dire, lungo il mar Ionio a binario unico e non elettrificata. Quest’estate ho raccontato la ferrovia dei ’senza casta’, la Avezzano-Roma: bagni perennemente fuori uso – si fa prima a scoprire chi ha ucciso Ilaria Alpi che non a urinare su queste trappole ferroviarie – locomotori che sembrano costruiti col cristallo e che quotidianamente vanno in mille pezzi, ritardi che variano dai 40 ai 200 minuti, sempre che i treni poi non te li sopprimano, sedili dall’ergonomia studiata per torturare dissidenti nordcoreani, freddo, fermate improvvise, treni che si fermano in aperta campagna per far orinare i passeggeri esasperati.
Oggi, il presidente della regione Sicila, Raffaele Lombardo, esterna che i’ treni siciliani sono degni del Congo’. Ma che in Congo sia peggio, io non ci metterei la mano sul fuoco.
© Lorenzo Cairoli
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Il terremoto ha fatto riscoprire all’Italia una terra silenziosa e spesso invisibile come l’Abruzzo. La tragedia di Viareggio ha messo invece a nudo le vergogne della rete ferroviaria italiana, col suo fatiscente parco di locomotive e carrozze che persino i macchinisti bengalesi troverebbero antidiluviane. In questo post, ho definito i treni italiani formidabili vettori…di parassiti, però. Pulci, zecche, cimici, legionella, pidocchi, ratti. Più che farci viaggiare su un treno le FS mettono quotidianamente a repentaglio la nostra salute su carrozze straordinarie per un microbiologo che aspirasse al Nobel, ma assolutamente insalubri per qualsiasi essere umano. Poi denunciai la leggendaria inefficienza di certe linee, come la Sibari-Crotone, una linea ferroviaria che in Ruanda userebbero giusto per trasportare bestiame, che corre, si fa per dire, lungo il mar Ionio a binario unico e non elettrificata. E così, ho fatto un’addizione: Abruzzo + FS = Linea Ferroviaria Avezzano-Roma Tiburtina, una linea che purtroppo conosco molto bene perchè ho abitato qualche mese a Tagliacozzo e ho potuto verificare sulla mia pelle i disagi denunciati dai pendolari. In realtà, l’Abruzzo, prima di essere offeso dalla tragedia del sisma, è stato offeso dai disservizi e dalle mortificazioni quotidiane che lo Stato gli ha inflitto quasi come una punizione, come se l’Abruzzo non fosse una delle venti regioni italiane, ma un’immensa riserva indiana incassata tra le montagne, una striscia di Gaza a un’ora dal centro di Roma, un’enclave di fuori casta, o se preferite di ‘intoccabili’ a cui si poteva rifilare di tutto, tra cui una linea ferroviaria che è uno degli scandali più osceni del sistema ferroviario italiano. I pendolari della linea Avezzano-Roma Tiburtina, sono diventati, loro malgrado, dei giocatori d’azzardo. Ogni viaggio, è una scommessa. Ogni mattina su quel treno maledetto, una lotteria. Non sanno mai se riusciranno ad arrivare in tempo all’Università, non sanno mai quanto ritardo accumuleranno questa volta sul posto di lavoro, non sanno più che scuse inventarsi con professori e datori di lavoro, ma, soprattutto, non sanno mai se arriveranno a Roma. Nell’estate del 2005, un pugno di pendolari stremati e incazzati decise di testimoniare questa vergogna in un blog che ha chiuso i battenti nel gennaio 2007. Posso testimoniare che nel febbraio 2009 la situazione era identica, se non peggiorata. Quelle che seguono sono delle testimonianze prese a caso dal blog ‘Treni Confusi’
L’anno è cominciato male e continua peggio. Ieri il treno 2371 diretto a Roma Tiburtina (arrivo previsto ore 8.28) si è fermato alle porte di Bagni di Tivoli. Motivo: il pantografo ultra-tecnologico in dotazione ai nuovissimi treni forniti dalla Regione Abruzzo e dalle FS ha impattato la linea aerea e l’ha rotta. Conseguenza: treno fermo in linea con i viaggiatori che, stufi di restare a bordo, con spirito di avventura e presi armi e bagagli, scendono dal treno e a piedi si recano alla stazione (bella passeggiata sulla massicciata di circa 1 Km). Ovviamente la pericolosità della cosa non è sfuggita alle FS dato che sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia. In breve si arriva a Roma Tiburtina intorno alle 10 (1 ora e mezza di ritardo). Insomma ieri, il treno ultra-tecnologico, non ce la faceva in salita, oggi, un suo pantografo ha sfasciato la linea aerea. Che questi treni ultra-tecnologici non siano adatti alla nostra linea?
I nuovi treni, scomodi, freddi e quant’altro sono pero’ ultraveloci e privi di problemi in salita.
Di seguito riportiamo i soli ritardi a noi noti (quasi sempre i treni non sono riusciti a superare la salita di Goriano..)
degli ultimi 11 giorni:
27/12/2006: Il 2376 ha fatto 40 min di ritardo ad Avezzano.
28/12/2006: Il 2376 ha fatto 30 min di ritardo ad Avezzano.
02/01/2007: Il 2371 ha fatto 35 min di ritardo a Roma Tiburtina.
03/01/2007: Il 2371 ha fatto 161 min di ritardo a Roma Tiburtina.
mentre il 3379 diretto a Roma Termini è stato soppresso a Tivoli.
04/01/2007: Il 3379 ha fatto 70 min di ritardo a Roma Termini.
05/01/2007: Il treno 2371 e’ stato soppresso ( il sito viaggiatreno.it lo dava a 184 minuti di ritardo)
08/01/2007: Il treno 2371 ( alle 8:34) viaggia con soli 91 minuti di ritardo. Si accettano scommesse sull’arrivo reale per ora previsto per le 9:59.
E tre… oggi interruzione linea perché è stata investita una donna nei pressi di Guidonia (pace all’anima sua). Non sappiamo se si è trattato di un incidente o di un suicidio. Sappiamo però che per noi pendolari (terzo giorno di fila) si è presentato il solito scenario… treni bloccati e linea interrotta in attesa della decisione del magistrato. Sul 2007 dei pendolari della Avezzano-Roma, qualcuno ha fatto il malocchio?
2376… 33 min di ritardo … “tutto colpa del maltempo”
Oramai la normalita’ e’ 20 minuti di ritardo per il 2371 ( Stamane 30 minuti) e 20 per il 2376.
Ufo Robot aiutaci tu.
I fatti da riportare sono pochi ma sicuramente indicativi. Fino alla stazione di Mandela, a parte un leggero ritardo, tutto fila liscio. Giunti a Mandela il treno si ferma per quella che sembra essere una “normale” sosta di coincidenza. Si sa, la Linea è a binario singolo da due secoli. 10, 20, 30 minuti fermi. Nulla. Fermi lì senza alcuna spiegazione di sorta. Scendo dalla carrozza, mi avvicino al capotreno e ho come risposta “Inutile che le dica qualcosa perché non so nulla di sicuro” Ne approfitterei allora per prendere un caffè, ma il capotreno non sa neanche dirmi se faccio in tempo. Una brioche, un caffè e un giornale per ammazzare il tempo, ma nulla si muove. Giunti all’ora di fermata ad una nuova richiesta ottengo come risposta: “stanno staccando la motrice ma non si sa quanto ci vorrà”. Ancora più del nulla, il vuoto totale. Neanche la capacità di stimare un ritardo, capire un problema e valutarne la soluzione. E se anche una soluzione c’è saranno i mezzi a mancare. E non bastasse questo, il più totale menefreghismo nei confronti dei viaggiatori. Nulla. Il vuoto. Il resto è semplice fuga, prendo il biglietto della COTRAL e l’autobus in meno di mezz’ora mi porta ad una fermata della metropolitana.
Materiale fatiscente, locomotori che si rompono giornalmente, carrozze vecchie di quarant’anni, il cui ammodernamento ha portato allo sviluppo di sedili per passeggeri ergonomicamente parlando assolutamente dal design inaccettabile, soprattutto per la loro scomodità. Un viaggio di quattro ore da Roma a Pescara con questi sedili è veramente da manicomio, poi mettici il materiale che si rompe ed il tempo di percorrenza si allunga a dismisura.
Stamane leggiamo con stupore che sul Il Messagero e’ presente un articolo in cui l’assessore ai trasporti della regione Abruzzo dice :
Il problema e’ la presenza della zona montagnosa di Tagliacozzo
Causa bagni fuori uso il Minuetto si e’ dovuto fermare a Tagliacozzo per permettere ad una Signora di far ….
Fortunatamente il treno non si e’ fermato in aperta campagna….

MONTORIO. Un intero paese diventa musulmano. A metà fra provocazione e realtà, gli abitanti di San Mauro, frazione di Montorio, delusi dal comportamento dell’istituto diocesano annunciano di voler abbandonare la religione cattolica per abbracciare quella di Allah. Tutto è nato da una pista motoristica.
Il motodromo è l’oppio dei popoli.

Stamattina ho incrociato polizia e sfollati abruzzesi, sbarcati a Roma per chiedere trasparenza nelle scelte del governo e modifiche al Decreto per l’Abruzzo. Scandivano slogan, srotolavano striscioni, chiedevano cose elementari e vitali come una casa. Hanno montato due tende simboliche davanti alla Camera per ricordare ai deputati il dramma delle tendopoli. Chi è rimasto in Abruzzo convive invece coi soliti disagi quotidiani che l’afa amplifica. Gestione delle tendopoli troppo rigida e militaresca, condizionatori insufficienti e la direttiva, per adesso congelata, della sospensione dei pasti per chi non abita nelle tendopoli. E come se non bastasse, leggete cosa è accaduto in un camping dalle parti di Tortoreto…
VISITE A PAGAMENTO. Proteste arrivano anche dalla costa dove, tra alberghi, camping e appartamenti, vivono attualmente oltre 30 mila aquilani. Nel mirino i gestori di un camping, nei pressi di Tortoreto, che hanno preteso da alcune persone di Onna il pagamento di 5 euro (a testa) per far visita ai loro figli. «Un fatto davvero sconcertante» hanno detto al ritorno «che si commenta da solo».
Ci sono sciacalli e sciacalli. Sciacalli odiosi che razziano le case devastate dal sisma e sciacalli col colletto bianco che ti chiedono un pizzo da 5 euro per farti riabbracciare tuo figlio.

Se passate in queste settimane in Abruzzo, vedrete un sacco di mezzi dei vigili del fuoco con un peluchepupazzo, una bambola, o un giocattolo legati sul cofano. Sono davvero tanti. Era successo che una bambina, tirata fuori dalle macerie, avesse regalato il proprio peluche preferito alla squadra di Vigili del Fuoco che l’aveva salvata. Il pompiere che l’aveva ricevuta, l’aveva legata sopra al proprio furgone, dove sta lo stemma dei VdF. Dì lì avevano cominciato in tanti, c’è un macchinone che va in giro con una tarantola gigantesca di peluche, nera, che sembra quasi vera. Fa spavento. Dicono che sia passata anche una circolare del capo dei Vigili del Fuoco che vietava di appendere oggetti, perché si era diffusa troppo: ma sembra che se ne siano fregati tutti, confermando la sopra declamata allergia agli ordini dei pompieri.
P.s. Ora hanno iniziato anche molti volontari, ad appendere pupazzi e bambole sulle loro macchine: io ne ho una sul sedile posteriore, appena trovo un po’ di spago, ce la metto.
Le belle idee si copiano. E, non bastasse, sono un po’ pompiere anche io.
Il suo Diario dall’Abruzzo non ha nulla da invidiare a quello palestinese.

Da Vespa, Berlusconi si è pavoneggiato dei suoi successi in Abruzzo. Ha elogiato la qualità dei pasti serviti nelle tendopoli,
ha riferito dei condizionatori distribuiti a pioggia – peccato abbia omesso che prima di distribuirli, nelle tende si sia crepato dal caldo in modo disumano – ha di nuovo esaltato l’opera dei vigili del fuoco che il suo governo ha ripagato con false promesse e mortificazioni. Poi, la ciliegina sulla torta, snocciolata dal premier col suo famigerato sorriso da caimano. Il calcestruzzo con il quale si ricostruiranno le case distrutte dal sisma sarà prodotto da un’azienda abruzzese. Nel suo sproloquio, Berlusconi dà a intendere che la ricostruzione dell’Aquila creerà lavoro e reddito per molte aziende della regione. Peccato che tra realtà del premier e la realtà ci siano sempre seicento gradi di separazione.
L’AQUILA. Ore 15 di venerdì scorso: un commissario della Protezione Civile apre all’Aquila le buste del primo appalto della ricostruzione. In ballo ci sono 15 milioni di euro. L’offerta economica più vantaggiosa è di un’impresa abruzzese, ma vince una ditta del Nord. Il giorno dopo, sabato, viene assegnato il secondo appalto da 13 milioni. L’offerta economica migliore per lo Stato è abruzzese. Ma per la seconda volta, in appena 24 ore, vince ancora un’impresa del Nord. Gli abruzzesi sono fuori gara.

Passeggiando tra le macerie dell’Aquila, Berlusconi ha confidato a Barroso: “Non vorrei dirlo, ma i centri di identificazione degli immigrati somigliano a dei campi di concentramento, tanto è vero che il Parlamento ha negato che la permanenza possa essere aumentata a sei mesi”. Ma se Berlusconi al posto di ‘campi di identificazione’, avesse parlato delle ‘tendopoli abruzzesi’, il senso della frase non sarebbe cambiato. Perchè le tendopoli allestite in Abruzzo si sono rivelate subito dei veri e propri lager e quella lettera che ho pubblicato due giorni fa e che avete fatto girare in rete – grazie a: Steff’s Blocknote, Hneeta, Cornerlist, Così è (se vi pare), Ari, again, Devitalizart, Walls come tumblring down!, Il gobbo malefico, Hardcore Judas, Killing Bambi, Paese Seia, BatChiara, Piccole risposte senza domanda, La metamorfosi – è vera, assolutamente vera. Ieri ho chiesto conferma a due troupe televisive: una che rientrava dall’Aquila e una che ripartiva per Campotosto. A entrambe ho posto la stessa domanda: “Quanto c’è di attendibile nella lettera di Gattinoni?”. “Tutto” – hanno risposto loro. Così sono andato nell’archivio de ‘Il Centro’ a rinfrescarmi la memoria su queste settimane di dopo-terremoto, cercando di capire cosa succedeva nelle tendopoli mentre il grande barnum mediatico di Berlusconi cannibalizzava la scena e la tragedia degli abruzzesi. E già prima di quella lettera, l’aria che tirava nelle tendopoli era pesantissima. Ma si è fatto di tutto per nasconderlo agli italiani…
E dopo la febbre, la polmonite, la diarrea, ecco la tubercolosi

Sto collaborando con una troupe di ‘Presadiretta’ che in queste settimane è stata spesso in Abruzzo. I loro racconti di tendopoli militarizzate, di abruzzesi esasperati da un regime di coprifuoco ottuso e delirante, mi hanno sconvolto ma confermavano le molte testimonianze che avevo raccolte in rete. Poi stamattina Flavio mi segnala questa lettera. Che va oltre e che racconta la promiscuità e la sofferenza degli aquilani in tutto il suo inferno. E questo mentre l’Abruzzo ferito dal terremoto scompare da tutte le homepage dei quotidiani. Con l’eccezione, ovviamente, de ‘Il Centro’ che continua la sua opera d’informazione coraggiosa e tenace. Ieri, ad esempio, dava notizia del ritrovamento della piantina della Casa dello Studente. E’ la prova dei crolli annunciati, delle crepe nel palazzo di cartapesta, di una colonna fradicia che scendeva fino alla sala della mensa, delle stanze diventate tombe e della paura che da cinque mesi, ogni giorno e poi ogni notte, faceva tremare quei ragazzi
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila. Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.