Anteprima giro del mondo – La lezione di Amman

Il sindaco di Amman si chiama Maani. Il suo motto è :”Una città vivibile è una città organizzata con l’anima”. Anima è l’anagramma di Maani
Ci avete fatto caso? Sui nostri giornali non si parla quasi più della Giordania. A meno che la sua Regina non decida di andare al Festival di Sanremo. Ma se invece agli onori della cronaca balza la sua capitale, Amman, per l’esemplare lezione urbanistica che sta regalando al mondo intero, i nostri media tirano dritto, senza perdere un nanosecondo sulla notizia. Succede che ad Amman ci sia un sindaco bravo, capace, ispirato, con l’idea che una città vivibile sia una città organizzata con l’anima. Che invece di mettersi a clonare l’America o l’Europa o a inseguire i deliri architettonici degli emiri del Dubai, chiede a un team di architetti, urbanisti, designer e filosofi di aiutarlo a trasformare Amman in una città realmente a misura d’uomo. Così adesso i marciapedi di Amman si camminano che è un piacere e le panchine sono ovunque. Quando il sindaco Maani fu eletto, trovò sulla sua scrivania un progetto faraonico: 16 spettacolari torri in vetro e acciaio che avrebbero reso il centro della città più sfavillante ma che avrebbero oscurato il panorama delle colline. Ma l’anima del sindaco non l’ha permesso. Dai noi, nell’Italia incivile e bugiarda del malaffare, l’anima progetta panchine antibivacco, quelle che piacciono tanto al sindaco Tosi o all’assessore alle politiche ambientali del comune di Roma, Fabio De Lillo (che la notte anzichè le pecore si sogna panchine con un bracciolo al centro della seduta così che sdraiarsi sia impossibile).
A chi interessasse, io sarò ad Amman a dicembre. E Maani mi piacerebbe proprio intervistarlo.
© Lorenzo Cairoli/La fábrica ‘Qué hago yo aquí’?















