Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

Archivio della Categoria 'Guida del Gambero Rosso: pro e contro'

12 settembre 2008

Que Viva Cernilli!

Vissuti, on web e quasi in tempo reale, il licenziamento di Stefano Bonilli e la perquisizione della Guardia di Finanza all’Espresso. La mia solidarietà ai colleghi De Feo e Fittipaldi, i miei auguri più sinceri al nuovo direttore del Gamberorosso, Daniele Cernilli.

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26 febbraio 2008

Massimo Bernardi – Harakiri Kelablu


(Massimo ‘Poldo’ Bernardi sulla notizia)

Questo è un giornalista. 26 febbraio, ore 9.12

Molte ore dopo, arriva Massimo ‘Poldo’ Bernardi. E nemmeno cambia il titolo.
Giornalista? No. Casbah Stampata.

© Lorenzo Cairoli

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6 dicembre 2007

Marco Bolasco, “La guida non la faccio solo io, la facciamo insieme e “siamo una squadra fortissimi”. Mica vero.

(Marco Bolasco con Vizzari)

Se avete in casa una Guida del Gambero Rosso cercate tra i ristoranti veneti il ‘Dal Vero’ di Ivano Mestriner in località Morgano.

La recensione inizia così:
“…Delizioso il locale, luminoso, ma al tempo stesso raccolto, con la cucina a vista, incastonato nella Rotonda, un gioiello di piazza in quel di Badoere di Morgano che se fosse in Toscana sarebbe preso d’assalto da americani e inglesi e invece è a 15 chilometri da Treviso…”

A me tutto questo suonava ’stranamente familiare’, così vado a rileggere cosa avevo scritto io dello stesso ristorante qui sul blog e su un articolo che mesi fa guadagnò la copertina di Food&Beverage

“…un delizioso ristorante incastonato in quel gioiello di rotonda seicentesca che è la Piazza di Badoere, uno di quei prodigi che se anzichè trovarsi a 15 chilometri da Treviso si trovasse nella Foresta Nera o in Patagonia faremmo tutti a gara ad andarci in pellegrinaggio ma siccome è solo a 15 chilometri da Treviso ci vuole un ristorante o una panne all’auto per fartela scoprire”…

Gioielloincastonatoi 15 chilometri da Treviso…. Ma per piacere!!! Altro che copiaeincolla, altro che giornalismo take-away.
Un gioiello di recensione incastonata… a 15 chilometri da una faccia di culo che non finisce più.

Aggiornamento al post:
guardate qui con che signorilità replica Stefano Bonilli, direttore del G.R.
Chiede scusa? Macché! Dà dello sciacallo a chi è stato plagiato.
Chapeau.

Questo invece per la serie ‘piccoli sciacalli crescono’

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18 novembre 2007

Parlare di Pierangelini tra nubi d’odio, usi onomatopeici del sale e pomodori carezzati in modo tantrico


(Pierangelini, foto da ‘Marchi di Gola’)

Tutto ha origine da questo post; il titolo ‘Odiare Pierangelini’, è certamente infelice, ma odora più di provocazione (scaltra) che di odio vero. Anche un Fazi-Boys come Giordano Tedoldi ha pubblicato un libro intitolato ‘Io odio John Updike’ e nessuno lo ha messo dietro la lavagna. Invece il bravo Paolo Marchi su Marchi di Gola, tuona che ‘Odiare è un sentimento forte, si odia qualcosa o qualcuno che ci ha fatto un torto grande come l’Everest’ e si scaglia contro la siderale intelligenza del post di Tombolini. E a Tombolini, di grazia, che ha fatto lo Sciamano di San Vincenzo? Lo ha ‘nutrito’ una sola volta e molto male, lo ha fatto macerare in un servizio lento, pessimo e scortese, ha cercato di rifilargli una bottiglia per un’altra e una settimana fa, ascoltando una vecchia intervista di Pierangelini, ha fatto sbellicare di risate lui e sua figlia, soprattutto quando gli hanno sentito dire: “…quando vado al mercato mi lascio rapire ad esempio da una patata, la tocco, la sento, ne carpisco l’anima, e io gli do la mia, ecc. ecc…“.

Chi conosce lo Sciamano sa che non è nuovo a queste sparate. Persino Pia Passalacqua, moglie del suo collega Corelli, e una delle persone più argute e interessanti che siano mai transitate su blog o forum di enogastronomia, in un thread del giugno del 2006 sul vecchio Forum del Gambero Rosso, ironizzava così sul Pierangelini esoterico: “Sono rimasta particolarmente colpita dalla rivelazione che il pomodoro poteva sentire l’amore e il rispetto che lo chef prova per lui. E’ per questo che gli viene tutto bene … gli ingredienti lo contraccambiano! Curiosamente, nel film Notting Hill, terminato poco prima, in una scena c’era una “fruttariana” in lacrime per il barbaro assassinio di un mazzo di carote … “. Il tono di Pia era, ovviamente, ironico; Pierangelini di frasi così, dove è sinergico coi pomodori, simbiotico con la maggiorana, osmotico con le aringhe, ne ha coniate a centinaia. E’ il lato new age di Pierangelini, azzarda qualcuno, il lato candido (in senso volteriano) azzarda qualcun altro; esternazioni che fanno il paio con quelle dello Sting maratoneta del sesso tantrico che giura di riuscire a soddisfare la sua gentile signora per otto ore filate concentrandosi solo su una scatolina marrone, e, che se sei in buona ti strappano un sorriso e te lo fanno trovare anche simpatico, ma se ti alzi male, c’è il rischio, che a sentire lo Sciamano in tivù che parla della sua attrazione fatale per il cardo gobbo, ti vien da dire: ‘E ’sto pirla chi è ?’.

Pierangelini ha sempre diviso, ma adesso che Espresso e Gambero Rosso lo incoronano, in sorprendente sintonia, miglior cuoco di tutto lo stivale divide ancor di più. Si moltiplicano i suoi detrattori (mi sembra di rivedere lo stesso film di quando Marchesi cucinava in via Bonvesin de la Riva, lo stesso livore, gli stessi giudizi tranchants, la stessa ostilità) le accuse di essere troppo orso, scortese, antipatico, di non avere un locale all’altezza (verissimo) e un servizio da primo della classe (verissimo di nuovo) e paradossalmente, più dai forum attaccano Pierangelini, più i professionisti della critica fanno quadrato intorno a lui. Bonilli, ad esempio, testimonial di Roscioli e, a tempo perso, Direttore del Gambero Rosso, per magnificarlo è costretto a buttarla sulla termochimica (reagente l’aringa, catalizzatore la bottarga di muggine) e a uscirsene con questa mezza scemenza onomatopeica (perché, come lo usava il sale Samuel Hahnemann?).

Io non odio Pierangelini. Ma non lo considero il migliore del reame. E nemmeno il numero due, tre, quattro o cinque. A tecnica d’esecuzione, Marcattilii e Vissani lo mettono in riga. A pedigree, poi, forte di quello che gli hanno insegnato Bergese, Vergè, i Troisgrois, Madame Point e gli Haeberlin, Valentino straccia lo Sciamano di San Vincenzo a mani basse. Non solo Pinchiorri e il San Domenico vantano un locale e un servizio migliore del suo, ma decine e decine di altri ristoranti, dove al commensale è offerto un trattamento più ‘civile’ e professionale. Su piazza ci sono cuochi molto più innovativi di lui, Scabin, ad esempio, l’emergente Mestriner, secondo esempio, e nell’uno contro uno, se fossi chiamato a scegliere tra Lui e Fabio Baldassarre, risponderei il secondo, senza esitare un istante.
Nonostante ciò, non ‘odio’ Pierangelini; credo sia un ottimo cuoco e uno dei più eccellenti snidatori di materie prime di questo paese.

Il Pierangelini che ‘odio’ è, invece, questo, quello che smette di essere osmotico coi cardi e cannoneggia così

I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore.

Oppure.

Oggi tutti sanno tutto o pensano di sapere tutto e si credono dei critici per il solo fatto che mangiano dal primo giorno che sono arrivati al mondo. Una volta, prima dell’invenzione di internet, i disperati che vivevano in solitudine venivano definiti sfigati, ora blogger così come nickname va tradotto con delatore piuttosto che spia

Il Pierangelini che butta il sale della polemica sulle sue esternazioni non in modo onomatopeico, ma gratuito, greve e volgare. Cosa che un primo della classe (vero o presunto) non dovrebbe mai fare.

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10 gennaio 2007

Lassù qualcuno è impazzito – Guida Gambero Rosso 2007/Rapporto qualità-prezzo

Tre mesi fa hanno iniziato a presentare le Guide. L’Espresso, a Brescia, il 5 ottobre, undici giorni dopo il Gambero Rosso in Campidoglio. Non dimenticherò mai la tenerezza che mi ha fatto l’uomo del machete – come si chiama ? Vizzari ?- che deambulava per i forum del GR ripetendo ‘qualche testa sta saltando‘, perchè sulla sua guida, la guida dell’Espresso, non si capiva più se Marchesi era il Ridolini dei fornelli o il Von Karajan delle animelle, punteggi che a pagina 22 gonfiavi il petto e a pagina 154 ti veniva il magone, correttori di bozze che se pagavi Gianmaria Le Mura, risparmiavi, facevi una figura migliore e alla fine magari saltava fuori anche un risottino. Tre mesi fa i forumisti litigavano come Capuleti e Montecchi ; gente che si lamentava dei giorni di chiusura sbagliati, dell’inattendibilità dei costi dei locali segnalati dalle guide, gente che si faceva 200 chilometri per mangiare con 27 euro e poi scopriva che con 27 euro non ti facevano appendere nemmeno il cappotto, gente che attraversava mezza Italia per mangiarsi una bouillabaisse e poi scopriva che la specialità della casa erano i canederli, liti su chi fosse dopo Pierangelini e Vissani il miglior cuoco italiano, ma, soprattutto, roventi bagarre su quei punteggi pazzeschi del Gambero. C’è gente che per calcolare come si mangia da Iaccarino prima di prenotare da lui ha chiesto una consulenza a Victor Uckmar. Bè, sono passati più di quattro mesi ma c’è chi ne parla ancora. Come Mucca Pazza che scrive nel suo blog : "…sebbene molti critichino il metodo di punteggio consistente nella sommatoria di diverse voci analizzate (cucina, cantina, servizio, ambiente + bonus) tuttavia gli si deve dare atto che nessun altra guida si mette ad analizzare un ristorante come il Gambero Rosso, ossia: "millimetricamente" ". Mica vero. Perchè c’è una cosa che si sono inventati Bolasco e Bonilli che al confronto il triangolo delle Bermude è una mezza caccoletta. Il rapporto qualità prezzo. Avete presente quel rettangolino bianco con la forchetta rossa che va avanti e indietro come un tergicristallo ? Uno pensa che per inventarsi una cosa così ci hanno studiato per mesi, che hanno passato notti insonni a fare verifiche, a riunirsi come carbonari, un briefing dietro l’altro – ti immagini Bolasco con gli stuzzicadenti negli occhi, Perrotta che gira per la redazione del GR attaccato a un narghilè, Bonilli che per non dormire si fa fare da Roscioli dei tortellini alla caffeina – poi scopri che se tiravano una monetina per aria era più serio. Esagero? Andate a pagina 147
(continua…)

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