Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

Archivio della Categoria 'Pezzi per 'La Stampa''

15 marzo 2010

Son soddisfazioni

24 febbraio 2010

Gerusalemme araba – Pezzi per ‘La Stampa’

Dopo Lima, il Devon, Medellin ed Helsinki, questa settimana racconto su ‘La Stampa’ la Gerusalemme araba. Moltissimi scrittori hanno provato a descrivere questa città ma le parole a cui mi sono affezionato di più, quelle che svelano Gerusalemme più di cento Lonely Planet messe insieme, sono dell’americano Saul Bellow:
“Sul morto paesaggio, l’aria preme con un peso quasi umano. Altrove uno muore e si disintegra. Qui chi muore si mescola”. Da aprile oltre che su ‘La Stampa’ potrete leggermi ogni mese anche su il ‘Gambero rosso’.

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12 febbraio 2010

La neve a Roma, la neve a Rovaniemi, la neve sul mio nuovo articolo per ‘La Stampa’

Quando si dice tempismo: ieri è uscito il mio pezzo di Helsinki per ‘La Stampa’, in cui ci sono un paio di dritte preziose di Gino. Ho scritto di cattedrali luterane, di aringhe baltiche, di navi e di gabbiani intrappolati dal ghiaccio, di bei parchi sepolti da spessi cumuli di neve. Oggi invece la neve è scesa copiosa su Roma. Visto arrivare Alemannno in Campidoglio su un gatto delle nevi. Visto Ratzinger scomunicare uno spazzaneve e tre guardie svizzere che si tiravano palle di neve. Vista la Caritas distribuire coperte e sciolina ai senza fissa dimora. Visto Minzolini negare, in un editoriale al TG1, la nevicata romana. “Non si può privilegiare il gossip. E poi è solo forfora”. Scherzi a parte, non accadeva un fenomeno del genere dal’85. Tutti i vecchi rammentano invece la nevicata del ‘56 quando Testaccio sembrava Gressoney e a Piazza del Popolo le auto erano innevate come a febbraio in Manciuria. A Roma ho abitato molti anni, ho visto anche nevicare ma nulla che possa essere paragonato a quel prodigio del ‘56. In genere, il cielo si oscura, diventava plumbeo, e un nevischio fine imbianca la capitale. Ma appena tocca l’asfalto si squaglia. A cose fatte restano poche tracce, residui di neve sui cofani delle auto, sui tetti dei palazzi, moncherini bianchi ai bordi di campetti di calcio della periferia.


Quando portai Sveva in Lapponia, a Rovaniemi, aveva nove anni e nei suoi occhi colsi subito un’eccitazione che non avevo mai visto prima. Nemmeno quando la portai a Eurodisney, o in Bretagna, a pescare a piedi, subito dopo che le maree si erano ‘divorate’ l’Oceano. E nemmeno a Long Island a festeggiare Halloween. Era felice anche in quei posti, certo, ma lì, in Lapponia, la sua felicità era incontenibile. Nel villaggio di Babbo Natale, la rivelazione. LA NEVE. Aveva nove anni ma non aveva mai visto la neve. Non quella neve, almeno. E non così tanta, ovunque, tutta in una volta sola. Io c’ero nato con la neve in inverno, con le battaglie a palle di neve fuori dalla scuola, con le settimane bianche, gli ski-lifts, gli sci e gli scarponi nell’armadio, ma lei no, lei veniva da una città in cui la neve era quasi una leggenda metropolitana. Ne aveva letto sui libri, l’aveva vista cadere nei telegiornali, nei film. Adesso invece poteva stringerla nei guanti, farne dei piccoli ghiaccioli, succhiarla, scoprire che sapore aveva. Nel tardo pomeriggio, andavamo a fare spesa nei negozi. Nel corso centrale di Rovaniemi affondavamo nella neve fino alla caviglie. C’erano trenta gradi sottozero, se ti levavi i guanti sentivi spilli invisibili trafiggerti le mani, era buio anche quando doveva esserci il sole, ma mia figlia così felice non l’avevo vista mai….

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6 gennaio 2010

Narcobefana a Medellin – Pezzi per ‘La Stampa’

A Medellin dove ti giri c’è una statua di Botero. Come mendicanti a Calcutta. Ci sono imperdibili giardini botanici con un Orquideorama da 3.000 persone e la bellissima e controversa biblioteca che troneggia sulla città. Ci sono ottimi ristoranti italiani, peruviani, messicani, svizzeri, giapponesi e di fusion caraibica. Se non vi basta, ci sono anche i narcotour. ‘El mistico Pablo Escobar’, per esempio, costa 139 dollari per quattro persone, pranzo e merenda compresi. Se volete saperne di più, leggete il mio pezzo su ‘La Stampa’.

Se ve li siete persi:
Devon, Natale tra i tacchini
A Lima, cercando il ceviche perfetto

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26 dicembre 2009

‘La Stampa’ – Devon, Natale tra i tacchini

Se vi interessano il Devon, la sua ‘English Riviera’ a sud, i suoi paradisi per surfers a nord, Agatha Christie e i tacchini-matrioska di Anne Petch, allora non potete perdere l’articolo che ho scritto ieri per ‘La Stampa’.
P.S. Il Devon è quella contea inglese in cui se un piranha finisce non si sa come nelle acque di un fiume locale – il Torridge, per esempio – bè, ci lascia le squame, strangolato dai ferocissimi pop-corn del Devonshire.

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17 dicembre 2009

Lima, cercando il ceviche perfetto

Il sottoscritto da oggi inaugura una collaborazione con la pagina Viaggi de ‘La Stampa’. Il primo pezzo è un viaggio a Lima, Perù, in cerca del ceviche perfetto. A capodanno, scriverò di Devon e di tacchini-matrioska. Per l’epifania, invece, Budapest e i colli d’oca farciti del ‘Carmel Pince’

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